13 febbraio

Oggi, ma nel 1992, a Sanremo, in provincia di Imperia, al civico 356 di via degli Inglesi, il capo dei necrofori municipale nonché custode del cimitero civico di Valle Armea, cocainomane, Paolo Savini, originario di Novellara, di 40 anni, che verrà etichettato dai mezzi d’informazione come “Il mostro di Sanremo”, metteva a segno il suo primo omicidio facendo fuori, dentro l’abitazione della vittima, con 37 coltellate, Wanda Rovatti, di 53 anni, “lucciola” d’appartamento. Il serial killer agiva nel giorno precedente San Valentino, davanti al cane di razza chihuahua di nome “Paquito” che abbaiava nell’alloggio della malcapitata. Poi, due giorni dopo, il 15 febbraio, sempre nella città principale della Riviera dei fiori, ucciderà, dentro il suo alloggio, con 55 fendenti, la fiamminga Annie De Sitter, di 49 anni, amica della Rovatti, pure lei “bella di notte” d’alto livello, frequentatrice come l’altra sventurata del night “Morgana”. In entrambi gli omicidi lasciava come firma un pacchetto di sigarette Diana blu. Savini morirà, il 23 marzo successivo, suicida, iniettandosi quattro dosi di eroina consecutive nel bagno di casa, in via Giovanni Pascoli 19, dopo aver lasciato sul tavolo della cucina un biglietto d’addio alla moglie, Stefania Calteri, di 38, commerciante di via Antonio Fratti, e alla figlia di 2 anni, chiedendo perdono per il gesto estremo. Passerà a miglior vita prima di poter essere arrestato. La sua responsabilità verrà appurata grazie al test del Dna. Non gli verranno ufficialmente imputati altri due delitti. Il primo, risalente al 27 gennaio 1991, era quello di Antonietta Evangelista. Un’abruzzese di Loreto Aprutino, di 67 anni, ex floricultrice a San Bartolomeo, vedova da tredici anni di Donato Ursini, madre di due figlie, Annamaria, di 34, e Luisa, di 40, giunta nella città del Festival della canzone nel 1958. Era stata legata al letto e soffocata con un cuscino, nella sua dimora al piano terra di via Borea 145. Il secondo, invece, sarà quello di Giuliana Beghello, di 37 anni. La collaboratrice domestica, separata da dieci anni dal marito Salvatore Dal Monte, sorella di Adriano, uno dei custodi dell’altro camposanto del circondario, quello della Foce. Avverrà nella frazione Arma di Taggia, in traversa Castelletti 3, a colpi di spranga in testa.

