Elezioni, la maggioranza diserta il primo incontro

Al vertice voluto dal Pd si presenta solo Gaspari che chiede l’intervento di Legnini Oggi riunione del Partito democratico: si cerca un nome che metta d’accordo tutti
PESCARA. Doveva essere il primo tavolo del centrosinistra a livello comunale in vista delle elezioni del 26 maggio. E invece la riunione di ieri pomeriggio convocata dal segretario cittadino del Pd, Moreno Di Pietrantonio, è stata disertata da tutti gli invitati, cioè i rappresentanti della maggioranza a Palazzo di città, fatta eccezione per Carlo Gaspari, in rappresentanza del gruppo Articolo 1- Mdp (l’altro consigliere è Stefano Casciano). Si è presentato solo Gaspari, ieri pomeriggio, al confronto voluto dal Pd, rappresentato da Di Pietrantonio e Enisio Tocco, segretario provinciale del partito, segno di un malumore diffuso tra i banchi della maggioranza, che ha disertato l’appuntamento in massa. Gaspari ha ribadito la posizione di Articolo 1- Mdp e cioè un “no” tassativo alle primarie ipotizzate dal Pd, o meglio «alle primarie come le intendono loro. Perché non sarebbero serie», dice Gaspari temendo un confronto «tra figure di basso rilievo». La richiesta formulata da Gaspari è chiara ed è quella di «trovare una figura che faccia fare un salto di qualità alla coalizione. Serve una persona autorevole, da scegliere con il contributo di Giovanni Legnini e con il metodo seguito con Legnini», il candidato alle regionali per il centrosinistra che ha ottenuto oltre il 30 per cento dei consensi. Articolo 1 - Mdp boccia «i vecchi metodi, quelli delle passate campagne elettorali, che non hanno portato a granché» e spera che il Pd non faccia «nomi non condivisibili». La settimana prossima Articolo 1 si riunirà per parlare proprio delle comunali ma nel frattempo fa trapelare la contrarietà all’ipotesi di Carlo Costantini che ha già annunciato la propria candidatura a sindaco e «piace a qualcuno del Pd».
Oggi pomeriggio è prevista la seconda riunione convocata da Di Pietrantonio, aperta a consiglieri e assessori comunali del Pd, oltre che al sindaco. Il metodo ipotizzato dal segretario prevede due alternative: «O le primarie oppure l’unanimità su un nome da decidere insieme e che poi trovi d’accordo tutto il centrosinistra». La parola d’ordine è «concordanza sul nome del candidato sindaco» ma quello di Costantini «non è il tema in discussione», dice Di Pietrantonio. Certo lui si candida, poi si ragionerà. Per ora si apre un dibattito e l’orientamento comune è questo: provare a vincere».
Respinge l’ipotesi delle primarie anche Alessandrini, la cui posizione è già nota. Nei giorni scorsi ha chiarito di essere disposto a fare un passo indietro, per la candidatura al secondo mandato, se si dovesse trovare un nome «in grado di mettere insieme il mondo delle liste civiche e del volontariato». E ieri ha ribadito: «Dobbiamo cercare delle soluzioni che favoriscano l’unità, a prescindere dai nomi. E l’unità la troviamo sotto il cielo dei valori comuni», ha fatto notare Alessandrini ribadendo di non essere «attaccato alla poltrona». Anche per il sindaco uscente va «individuato un percorso alla Legnini».
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