Elezioni provinciali, sindaci in fermento

Il dopo Zaffiri: nel centrodestra circolano i primi nomi. Il Pd ne parlerà nell’assemblea di martedì. E c’è già chi si fa avanti
PESCARA. Concluse le amministrative, ora si guarda a un altro appuntamento elettorale, quello per il rinnovo del consiglio provinciale e per l’elezione del nuovo presidente della Provincia, che sarà il successore di Antonio Zaffiri, arrivato al termine del mandato non essendo più sindaco di Collecorvino e quindi non ricandidabile. Si tratta di elezioni di secondo livello, perché il 18 dicembre alle urne non sono chiamati i cittadini ma i sindaci e i consiglieri comunali dei 46 comuni della provincia.
La coalizione di centrodestra e quella di centrosinistra si preparano ad affrontare la competizione pre-natalizia e intanto già circolano i primi nomi, specie nel centrodestra che appare già favorito dai numeri considerato che i centri più grandi del pescarese sono a guida centrodestra e il voto è ponderato, con un “peso” diverso a seconda del numero di abitanti dei comuni.
Tra i possibili successori di Zaffiri si parla dei sindaci di Manoppello, Giorgio De Luca, Montesilvano, Ottavio De Martinis, Picciano, Enzo Catani, Catignano, Enrico Valentini, Città Sant’Angelo, Matteo Perazzetti ma questo è un capitolo ancora tutto da scrivere.
Alcune riflessioni sulla partita che si sta per aprire arrivano dal mondo politico. «Nelle prossime settimane», osserva Lorenzo Sospiri, «saranno fatte le prime valutazioni. Ritengo che la maggioranza che ha eletto Zaffiri ci sia ancora e sia anche più ampia. Dovranno essere le aree politiche a trovare un’intesa. La nostra sarà una scelta unitaria e vincente perché abbiamo tanti sindaci di centrodestra e tanti sindaci bravi», prosegue Sospiri pensando a una «coalizione di area vasta» visto che nei comuni della provincia esistono delle aggregazioni civiche.
«Ci sarà un confronto a livello regionale, nella coalizione», dice Marcello Antonelli, responsabile Enti locali della Lega, ricordando che «i ballottaggi si sono appena conclusi ed è necessario avere un quadro completo per fare le necessarie valutazioni, provincia per provincia». Guerino Testa, di Fratelli d’Italia, sottolinea che «ora si apre la partita del Pnrr e le Province giocheranno un ruolo importante per gli investimenti da realizzare. Il candidato dovrà essere bravo, competente, mosso dalla passione, e di persone così ce ne sono tante, e dovrà avere il tempo necessario da dedicare alla Provincia. Ci sarà un tavolo politico a breve per avviare il ragionamento per tempo e dopo aver definito questo aspetto chiederò di fissare un tavolo anche per le elezioni comunali dell’anno prossimo, considerato che si voterà in centri importanti, come Spoltore».
Per Giorgio De Luca è prematuro parlare di elezioni provinciali ma la prospettiva di correre per la carica di presidente non gli dispiace affatto. E proprio lui ricorda che questo incarico è sempre stato affidato a un rappresentante di un comune della vallata, pescando il nome una volta nella Val Pescara e una volta nella zona vestina, alternativamente. E quindi, se la tradizione resta questa, ora si dovrebbe puntare proprio sulla Val Pescara. «Il presidente», si limita a dire, «deve essere una figura il più possibile condivisa da tutti i sindaci, e se la scelta dovesse ricadere su di me», commenta con atteggiamento prudenziale, «ritengo che il mio nome potrebbe trovare il consenso di molti». De Luca, poi, è un profondo conoscitore dell’ente Provincia. «Dopo 20 anni a Palazzo dei Marmi», fa notare, «posso dire di avere una conoscenza diretta dell’ente e del territorio» e comunque «l’impegno richiesto è notevole». «Sarebbe un incarico prestigioso, ma non ne so niente», dice Catani senza spingersi oltre. «Sono lusingato, sarebbe un’esperienza fantastica ma non sto lavorando per diventare presidente della Provincia», commenta Valentini. «Mi auguro», aggiunge, che il prossimo presidente lavori per risollevare le sorti dell’ente, bastonato dalla riforma Delrio».
Sul fronte centrosinistra una data per discuterne è stata fissata, visto che martedì si riunirà l’assemblea provinciale del Pd. «La mia proposta», annuncia il segretario del Pd Nicola Maiale, «sarà di promuovere una lista di centrosinistra aperta al civismo di area, assegnando al Pd il ruolo di motore organizzativo. E sarebbe utile aprire in questa fase la riflessione sui progetti che la Provincia dovrà realizzare con le risorse del Pnrr, ad esempio sulle nuove direttrici di mobilità, ma anche per le scuole, rendendo così le elezioni un momento di riflessione per gli amministratori».

