Eliporto Asl bloccato da sei anni «Così i soccorsi fanno ritardo»

2 Aprile 2023

Pettinari: l’elicottero atterra all’aeroporto, poi il trasporto all’ospedale (a pagamento) nel traffico Ciamponi: già aggiudicata la gara per la gestione, tutto fermo per un ricorso al Tar fino a fine aprile

PESCARA. «In sei anni non si è stati in grado di riattivare l’elisuperficie», che si trova al fianco dell’ospedale di Pescara e che fino al 2017 consentiva all’elicottero del 118 di atterrare a pochi metri dal pronto soccorso. «Questa è la più grande inefficienza della sanità pescarese», denuncia il vice presidente del Consiglio regionale Domenico Pettinari (M5S) che segnala le lungaggini e chiede spiegazioni, nella speranza che la questione si sblocchi. «Continuiamo a far atterrare i pazienti prelevati dall’elisoccorso all’aeroporto, per poi trasportarli in ospedale (a pagamento) con un’ambulanza privata: questo servizio costa 3.800 euro al mese più 39 centesimi a chilometro percorso», fa sapere Pettinari che ritiene «paradossale dover trasportare i politraumatizzati dall’aeroporto al pronto soccorso, nel traffico, allungando di molto il tempo di intervento per le prime cure». Pettinari ricorda che «il calvario è cominciato nel 2017 quando è emerso che gli elicotteri (con portata al decollo di 4,6 tonnellate) di cui disponeva la Asl (scelti con gara regionale) erano troppo pesanti rispetto a quelli precedenti per essere supportati dall’elisuperficie (autorizzata per vettori fino a 3,5 tonnellate) per cui si è deciso di dirottare i velivoli verso l’aeroporto. La Asl, in base alla ricostruzione di Pettinari, «ha prima affidato un progetto di adeguamento dell’eliporto, con una stima di spesa di 500 mila euro, per i lavori strutturali che avrebbero consentito alla piattaforma di sostenere il tonnellaggio dei mezzi di soccorso, ma poi inspiegabilmente questi lavori, seppur progettati, sono rimasti su carta, senza essere mai eseguiti. Forse questo stop si deve a un’inversione di marcia: improvvisamente si sosteneva che l’elisuperficie potesse tranquillamente permettere l’atterraggio dei nuovi mezzi e che quindi non sarebbero serviti lavori di rifacimento e potenziamento della struttura, ma solo della segnaletica e della pavimentazione. Questi lavori, ultimati a luglio 2021, evidentemente non hanno permesso lo sblocco della situazione visto che a oggi l’elisuperficie non è ancora funzionante», ha concluso.
La risposta agli interrogativi di Pettinari è arrivata dalla Asl, con le dichiarazioni del direttore generale Vincenzo Ciamponi il quale ha spiegato di aver «ereditato un forte ritardo gestionale e procedurale. Ora stiamo ponendo rimedio nel rispetto delle norme». Nel 2019, ricostruisce la Asl, alla luce del certificato di collaudo statico della struttura, sono state effettuate le prove di carico e «l’elisuperficie è risultata idonea per far decollare e atterrare elicotteri con potenza allo scarico a limite massimo di 5 tonnellate». Via libera, quindi, «agli attuali vettori in uso alla Asl, per cui è stato rifatto il manto di copertura e la segnaletica per consentire l’utilizzo dell’elisuperficie. È stata attivata la procedura per richiedere all’Enac l’autorizzazione per l’atterraggio e sono state messo in atto le procedure di gara, per individuare il gestore dell’elisuperficie e la squadra addetta al soccorso antincendio. La gara è stata aggiudicata a fine 2022 ma il secondo classificato ha presentato ricorso» al Tar e la richiesta di sospensiva è stata accolta. La discussione nel merito è prevista a fine aprile, quando se ne saprà di più.