Elkann: «Stellantis punta sui furgoni fatti ad Atessa»

6 Luglio 2023

Le parole del presidente del gruppo ridanno grandi prospettive all’ex Sevel Uliano (Fim) conferma: «+ 15% di produzione». L’economista Mauro: «Ottimo»

ATESSA. «Una parte molto importante di Stellantis è legata ai veicoli commerciali che si producono ad Atessa». Le parole del presidente John Elkann sono un'iniezione di fiducia per l'automotive abruzzese, che inizia ad uscire fuori dal problema dell'approvvigionamento dei materiali ma ha davanti a sé la competizione con la Polonia e le incognite legate alla transizione ecologica.
Lo stabilimento ex Sevel – oggi Stellantis Europe Atessa spa – resta centrale nelle strategie del gruppo guidato da Elkann, che vede migliorare i dati della produzione nei primi sei mesi del 2023. Invertita anche la tendenza negativa della produzione dei furgoni realizzati in Val di Sangro. Nella presentazione a Torino, martedì, della nuova Topolino e della nuova Fiat 600, il presidente di Stellantis ha citato gli stabilimenti italiani del gruppo, riferendosi ad Atessa come una parte importante della produzione legata ai veicoli commerciali.
«Sono molto contento per questa affermazione», commenta l'economista Giuseppe Mauro, «soprattutto per un motivo. La presenza nella nostra regione dell'automotive, e dei mezzi di trasporto in particolare, oltre ad essere un presidio per il processo innovativo e per il mantenimento e l'accrescimento occupazionale, ha rappresentato e rappresenta ancora il cuore della competitività abruzzese. Prima della pandemia, i mezzi di trasporto rappresentavano quasi il 50% dell'intero export abruzzese, mentre oggi il dato si attesta al 34,5%, un calo preoccupante che poteva lasciar presagire una sorta di disallineamento di Atessa, e quindi dell'Abruzzo, da parte delle strategie aziendali di Stellantis. Questa affermazione, invece, testimonia come l'automotive possa continuare ad essere elemento centrale dello sviluppo economico della regione e per l'occupazione. La transizione ecologica, a mio avviso, non dovrebbe essere così rapida come la si vorrebbe impostare. Il problema centrale in questa fase resta quello del mantenimento dell'occupazione».
I dati della produzione di Stellantis nei primi sei mesi del 2023, intanto, confermano l'inversione di tendenza già riscontrata nel primo trimestre. Secondo i dati illustrati da Fim Cisl, tra auto e furgoni commerciali sono state prodotte 405.870 unità contro le 351.890 del 2022, il 15,3% in più. «La produzione di auto», spiega il segretario nazionale della Fim Cisl Ferdinando Uliano, «segna un +16,9%, e quello dei veicoli commerciali una crescita dell'11,5%, in termini di volumi pari ad un incremento di +11.860 veicoli commerciali, invertendo il dato negativo del 1° trimestre di circa 6.000 veicoli in meno». La situazione dei fermi produttivi per i semiconduttori e per mancanza di materiale ha condizionato fortemente i risultati produttivi nell’anno precedente. Nel primo semestre 2023 lo stabilimento abruzzese ha subito una perdita di 39 turni di lavoro, in gran parte concentrati nel 1° trimestre.
Nell’ ultimo trimestre sembra che la situazione sul lato fornitura sia quasi completamente risolta: questo, secondo Fim, determinerà una forte crescita in termini di volumi che, annualmente, potrebbe portare lo stabilimento tra 220.000/230.000 unità.
Oltre ai veicoli commerciali di Fiat e Psa, dalla fine del 2021 Atessa sta producendo anche i veicoli Opel e Vauxall. Nell’ultimo incontro l’azienda ha confermato l’assegnazione della piattaforma per i veicoli commerciali di Toyota, che sul piano produttivo inizierà a sentirsi dal 2024. Nel Piano Stellantis, la costituzione di un’area specifica del business dei veicoli commerciali rappresenta un chiaro segnale di rafforzamento sia di investimenti che di volumi, in particolare per lo stabilimento di Atessa. Per la Fim-Cisl «è importante che lo stabilimento di Sevel continui a mantenere la leadership nei veicoli commerciali anche nel gruppo Stellantis. Sulle tipologie produttive dobbiamo fare in modo che Atessa sia in grado di assicurare tutte le motorizzazioni sostenibili ecologicamente, da quella elettrica a quella all’idrogeno, per questo continueremo a sollecitare in sede governativa di sviluppare la rete di distribuzione dell’idrogeno, praticamente assente nel nostro Paese».
Il sindacato dei metalmeccanici non manca, infine, di dare una stoccata al governo Meloni. «Il tavolo del settore automotive, dopo 9 mesi dall'insediamento del governo Meloni, non ha portato alcun fatto concreto per il settore automotive», sostiene il segretario Uliano, «non si è ancora provveduto a utilizzare le risorse stanziate nel Fondo specifico dell'automotive per favorire la reindustrializzazione e la trasformazione del settore».
©RIPRODUZIONE RISERVATA