«Elvis il mito mi regalò i suoi Ray Ban»

Lo scrittore Leggio racconta l’incontro con il cantante che viaggiava al ritmo di uno show ogni due giorni
UDINE. Hai 15 anni, sei cresciuto in una famiglia di migranti senza un soldo in tasca e tra le pagine di giornali ingialliti dal sole trovi la storia di un ragazzo di umili origini come le tue, che sta rivoluzionando il mondo della musica. Non puoi che rimanere affascinato da una persona che dal nulla è capace di prendere il mondo tra le dita e plasmarlo a sua immagine e somiglianza e, così, scavalchi confini da fuorilegge solo per vederlo qualche breve istante e incrociare per un attimo – che nella memoria rimarrà lunghissimo - la tua vita con la sua. Questa è la bellissima e incredibile storia dell’incontro tra lo scrittore Lino Leggio e The King Elvis Presley, avvenuto in Germania mentre quest’ultimo faceva il militare coi carristi Usa. Un incontro lampo, segnato da uno scambio spontaneo di oggetti simbolici - Lino gli regalò lo spartito di Santa Lucia e il cantante ricambiò con i suoi mitici Ray Ban - che sta al centro di uno spettacolo che Leggio sta portando in giro per l’Italia .
«Non ho mai pensato a Elvis con i toni dell’esaltazione, certo – ammette Leggio - il giorno dopo aver visto un suo show al cinema noi giovani eravamo tutti pettinati come lui con il ciuffo a banana e le basette. Per me rimane però sempre la curiosità e la voglia di conoscere l’uomo, più che idolatrare l’artista». Già, un uomo esplosivo - di cui Leggio parla anche nel suo libro più celebrato, Lui non è qui, che il prossimo inverno uscirà anche negli Usa e che molto probabilmente diventerà il film che avrebbe voluto girare Carlo Mazzacurati. «Io non voglio celebrare il suo mito e ricordare la sua morte, anzi. Lo spettacolo, infatti, si chiama Buon compleanno Elvis e vuole essere un’ora e mezza di compendio della sua carriera, per ricordare il suo talento e il suo modo di essere». Perché Elvis non era un semplice cantante ma un vero performer, un artista unico, con uno stile unico, che fece qualcosa che nessuno, prima di lui, fu in grado di fare: trascinare le folle e farle volere essere come lui.
«Aveva una pettinatura rivoluzionaria, uno stile irripetibile e un carisma incredibile. Ebbe un successo tale che tutti lo volevano e lui tutti voleva accontentare. Solo nel 1972 fece 175 show, praticamente uno ogni due giorni, ed è per questo che all’autopsia gli trovarono in corpo 14 diverse preparazioni mediche che dovevano servirgli a reggere l’urto di una vita troppo intensa». Leggio guarda alla morte di Presley come un fatto quasi inevitabile, pensando all’esistenza che conduceva e anche questo triste capitolo della parabola del Re del Rock farà parte della scaletta di Buon compleanno Elvis. «I brani, i filmati, le chicche e le curiosità sull’artista più idolatrato e imitato riguarderanno le cinque fasi della sua carriera: l’ascesa al trono, l’incoronazione, il declino, l’esilio, il ritorno e la fine di quello che era un povero campagnolo nato nel profondo sud degli States che a soli 21 anni entrò di prepotenza nel pentagramma musicale divenendone una leggenda». Queste fasi saranno sottolineate anche a Lignano da una colonna sonora originale, che comprenderà anche Santa Lucia, unico brano inciso dal re del rock’n’roll in perfetto italiano, che Leggio gli fece conoscere in quel lontano giorno del 1959.
Anna Dazan

