«Ematologia, reparto sottodimensionato»

24 Agosto 2022

L’economista Mauro racconta la sua esperienza: ecco come risolvere il problema delle lunghe attese

PESCARA. «Ho la sensazione che all’ospedale di Pescara esistono settori sovradimensionati e altri sottodimensionati, dando luogo a problemi di razionalizzazione e di efficienza». A parlare così è l’economista Pino Mauro, che prende spunto da una esperienza vissuta in modo indiretto presso il reparto di Ematologia/oncologia dell’ospedale di Pescara (day hospital). «Esperienza che dura da circa un biennio e quindi abbastanza consolidata per poter esprimere qualche riflessione», dice.
«Uno dei settori sottodimensionati è quello prima indicato», afferma l’economista, «senza alcuna polemica, non si capisce perché nel day hospital si debbano formare quotidianamente code di attesa sistematiche di almeno 4/5 ore (forse anche di più) per iniziare la visita e portare a termine la terapia. Ho avuto modo di vedere decine di pazienti fragili che per via della specificità e serietà della loro malattia attendono in condizioni di sofferenza di essere chiamati».
«Per carità, niente da dire sul livello di professionalità del personale medico e paramedico, sul loro senso civico e sulla loro disponibilità», precisa, «tutti affrontano la precaria situazione con grande abnegazione e spirito di sacrificio. Il fatto è che l’eccessivo affollamento per tale categoria di pazienti così particolare e così fragile sembra essere lesiva della loro stessa dignità. Non sono un addetto ai lavori, ma mi domando il perché non si possa implementare un sistema di prenotazioni/appuntamenti maggiormente efficace che, sia ben chiaro, non comporterebbe la soluzione dei problemi annosi della sanità per carenza di personale e di risorse e neanche le frizioni insite nel settore (come per esempio emergenze, tempi lunghi non previsti per particolari visite) ma che tuttavia migliorerebbe la vita di tutte le componenti». «Ciò vale soprattutto per il settore dell’Ematologia», conclude Mauro, «uno dei percorsi possibili potrebbe essere una accentuazione del percorso di informatizzazione e digitalizzazione, da attuare il più rapidamente possibile. Una forma organizzativa innovativa e strumenti adeguati potrebbero contribuire a migliorare la vita dei pazienti e del personale sanitario».