Emergenza idrica, l’Aca avverte «Rubinetti a secco da fine mese»

8 Luglio 2022

Le previsioni della presidente dell’azienda acquedottistica Brandelli illustrate ieri in Comune «Per adesso non c’è ancora la carenza, ma temiamo un peggioramento con l’arrivo dei turisti»

PESCARA. L’intera provincia rischia di ripiombare presto in una crisi idrica che andrà avanti per almeno due mesi. La drammatica previsione è di un esperto del settore, la presidente dell’Aca Giovanna Brandelli, invitata ieri alla seduta della commissione Ambiente del Comune presieduta da Ivo Petrelli. Brandelli, sollecitata dai consiglieri comunali, ha fatto il punto della situazione attuale per ciò che riguarda la distribuzione dell’acqua e poi ha ipotizzato uno scenario per le prossime settimane e per i prossimi mesi.
E ciò che è emerso non è certo rassicurante: il livello delle sorgenti si va riducendo con il caldo e la siccità ed entro fine mese, con l’arrivo dei turisti nelle località di mare e di collina, potrebbe cominciare a mancare l’acqua nelle case, nei negozi, nei bar, nei ristoranti e nelle aziende. E la crisi, se non dovesse piovere a sufficienza, potrebbe andare avanti per tutto il mese di agosto.
«Per ora», ha spiegato la presidente dell’Aca, «non parliamo né di emergenza né di criticità ma, esaminando il rapporto tra domanda e offerta, diciamo che siamo in una situazione di attenzione. La disponibilità di risorsa idrica rispetto allo scorso anno è sicuramente aumentata, secondo i dati estrapolati lo scorso 4 luglio e settimanalmente studiamo la disponibilità di acqua dalle sorgenti dell’Aca e, per la zona sud di Pescara, dalla Sasi. In questo modo subentra il principio del soccorso idrico. Quando dobbiamo sopperire alla carenza d’acqua, quando non coincide il massimo fabbisogno con la massima disponibilità, scatta il soccorso idrico tra i gestori».
Brandelli ha fornito in proposito alcune cifre. «Al 4 luglio», ha detto, «avevamo una disponibilità di 140,65 litri al secondo in più rispetto al 4 luglio dell’anno scorso. Noi abbiamo bisogno di 1.300 litri al secondo in più in via ordinaria ma per ora riusciamo a sopperire all’aumento della domanda. La richiesta che può mandarci in crisi è di 3.300 litri d’acqua al secondo e attualmente stiamo prelevando 3.334 litri al secondo».
Da qui le previsioni non certo rosee per il prossimo futuro. «Ad oggi», ha avvertito la presidente dell’Aca, «prevediamo una possibile criticità tra fine luglio e il mese di agosto. Attualmente la misura del razionamento e della turnazione idrica con la chiusura notturna dei serbatoi non è ancora partita. La prossima settimana saremo sicuramente in grado di dire se sarà necessaria o meno questa misura di risparmio». E ancora: «Nei prossimi giorni Aca contatterà tutti i sindaci della costa per predisporre insieme le misure utili a contrastare un’eventuale emergenza idrica prevedendo, ad esempio, anche la fornitura di acqua con le autobotti. È chiaro che tale fornitura prevede a monte la disponibilità di un’autoclave».
«La prima zona che potrebbe essere colpita da un’eventuale emergenza idrica», ha fatto presente Brandelli, «è la fascia litoranea, che è la zona terminale del sistema di approvvigionamento dell’acqua, visto che abbiamo un sistema di captazione con rilancio sulla costa».
«Purtroppo», ha precisato ancora la presidente dell’Aca, «il problema della carenza d’acqua riguarda anche i consorzi: quando questi fermano la distribuzione idrica, i cittadini ricorrono all’uso dell’acqua potabile anche per l’irrigazione dei campi, facendo alzare la domanda e generando l’emergenza. Per tale ragione, lo scorso anno abbiamo pensato di utilizzare il potabilizzatore di Chieti Scalo per produrre acqua di seconda scelta da destinare al consorzio ed è stata una scelta di rilevanza eccezionale».
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