«Emergenza sottovalutata a più livelli, si faccia luce»
PESCARA. Attraverso la loro memoria, ora depositata agli atti del procedimento, i familiari delle vittime di Rigopiano intendono fornire un suggerimento ai periti nominati dal giudice Gianluca...
PESCARA. Attraverso la loro memoria, ora depositata agli atti del procedimento, i familiari delle vittime di Rigopiano intendono fornire un suggerimento ai periti nominati dal giudice Gianluca Sarandrea, al quale chiedono di segnalare agli esperti che stanno lavorando alla superperizia «la necessità di sottoporre ad approfondita analisi tutte le prove in atti aventi a oggetto l’Anas e la sua mancata attivazione, anche con riferimento ai dati sul posizionamento dei mezzi rilevabili dai sistemi satellitari presenti sugli stessi».
Chiedono inoltre di porre maggiore attenzione ai quesiti 6 e 9 che riguardano appunto la questione dei mezzi per la gestione dell’emergenza in relazione alla percorribilità delle strade. Nella loro memoria parlano anche delle annunciate allerte meteo e della delibera regionale del 12 gennaio sulla “Dichiarazione dell’eccezionalità degli eventi”.
«A fronte di quella piena consapevolezza della situazione», si legge, «non ci fu, a livello regionale e provinciale, alcun coordinamento preventivo e gestionale, con la conseguente, doverosa azione di reperimento di ulteriori turbine per fronteggiare la grande emergenza neve su un territorio già gravato dall’emergenza terremoto in corso. Non ci furono tavoli tecnici operativi, al netto dei Ccs aperti nelle Prefetture quando ormai i Comuni erano allo stremo, e al netto del Core, convocato solo nel pomeriggio del 18 gennaio dalla Regione Abruzzo. In quei giorni ci fu una sottovalutazione dell'emergenza a più livelli e vi furono azioni in violazione delle normative vigenti». (m.cir.)

