Emergenze, accordo tra Regione e Comuni

Protezione civile, Anci e Uncem collaborano sulla prevenzione dai rischi e la formazione dei volontari
L’AQUILA. Prevenzione dai rischi e progetti di formazione di gruppi di volontari per la gestione delle emergenze: questo l’impegno di Comuni e Regione Abruzzo, che ieri hanno firmato all’Aquila due accordi di collaborazione in materia di protezione civile. I documenti sono stati siglati da Mauro Casinghini, direttore dell’agenzia regionale di Protezione civile, da Lorenzo Berardinetti, presidente dell’Uncem Abruzzo (Unione nazionale Comuni comunità enti montani, e da Gianguido D’Alberto, presidente dell’Anci Abruzzo (associazione nazionale Comuni d’Italia).
«I due protocolli sono volti al rafforzamento della cooperazione tra Protezione civile, amministrazioni ed enti diversi, chiamati a interagire tra di loro in caso di interventi di protezione civile di interesse comune, oltre che in eventuali altre iniziative volte alla prevenzione dei rischi, all’identificazione degli scenari di pericolosità e alla pianificazione del territorio ai fini di protezione civile», come si legge in una nota diffusa a margine della firma, che continua: «Nell’intesa, l’Agenzia regionale si impegna a intervenire con propri rappresentanti in ogni sede nella quale si discutano tematiche di protezione civile o si attuino politiche di sicurezza dei cittadini. Insieme, Protezione civile e Anci si impegnano a diffondere sul territorio strumenti in grado di razionalizzare l’impiego delle risorse, anche finanziarie, disponibili per le attività di protezione civile, intervenendo su Fondazioni bancarie, istituzioni locali e regionali nell’individuare risorse per la formazione di eventuali progettualità territoriali. Nella convenzione viene dato ampio rilievo al ruolo del volontariato di protezione civile, prevedendone azioni di promozione e di sviluppo, nonché favorendo la costituzione di gruppi anche per lo svolgimento di attività di presidio territoriale multi-rischio». Poi ancora: «L’Uncem si è impegnata a svolgere azioni di tutela del presidio abitativo nei territori montani, da considerarsi come un obiettivo ineludibile per la tutela delle persone, dei beni e dell’ambiente naturale. La presenza di insediamenti abitativi in ambiti montani viene inoltre considerata nel documento come condizione indispensabile per lo sviluppo di esperienze locali di previsione e prevenzione dell’emergenza, con particolare riferimento alle tecniche di autoprotezione della popolazione, di sorveglianza e monitoraggio del territorio per il rischio idrogeologico e di incendi boschivi».(c.s.)

