Emp, i creditori in fila sono 80 Cantanti, attori e consulenti

22 Novembre 2024

Secondo il bilancio 2023 i debiti superano quota 401mila euro: spuntano anche le tasse non pagate L’unica via di uscita è un piano di rientro. Monta il caso politico, Di Pillo: «Serve più trasparenza»

PESCARA. È lungo l’elenco dei creditori dell’Ente Manifestazioni pescaresi, faro della cultura con una storia di 74 anni ma un presente di debiti: sono oltre 80 quelli che aspettano di essere pagati per prestazioni che risalgono al passato recente. Secondo il bilancio 2023, i debiti dell’Emp ammontano a 401.593,80 euro. È la cifra più alta degli ultimi sette anni. Un record negativo consolidato nell’ultimo anno: tra il 2022 e il 2023, i debiti dell’Emp sono cresciuti di 101mila euro, passando da 299mila a 401mila. Lo stesso bilancio parla di crediti non riscossi, soprattutto dalla Regione Abruzzo.
i creditori in fila
Nella lista dei creditori ci sono l’Agenzia delle Entrate, l’Inps, l’Inail e poi anche l’Adriatica Risorse, municipalizzata comunale che reclama le tasse mai pagate: in base all’ultimo bilancio, c’è da saldare anche il conto della Tari. Ma in fila ci sono soprattutto le agenzie dello spettacolo che chiedono il saldo per le esibizioni degli artisti a Pescara: c’è chi chiede 88mila euro, chi 44mila, chi 26mila oppure 13mila o 5mila. E poi cantanti, musicisti, attori, consulenti, società di pubblicità e compagnie telefoniche: nell’elenco c’è un po’ di tutto.
cambio al vertice
Da lunedì scorso, al vertice dell’Ente Manifestazioni c’è il maestro Angelo Valori, nominato amministratore unico: Valori ha preso il posto del cda dimissionario, con il presidente Walter Meale e 4 consiglieri. Il cda di Meale era entrato in carica l’8 marzo del 2021: scaduto l’8 marzo 2024, il cda ha continuato a lavorare in proroga. Per Valori, è un ritorno alla guida dell’Emp: è stato consigliere del cda nel 1999, amministratore delegato nel 2008 e presidente tra il 2017 e il 2021. Come prima (forse più di prima), la priorità è risanare i conti: l’unica via di uscita, per adesso, sembra un piano di rientro.
il buco nei conti
L’Ente Manifestazioni è un simbolo della cultura: l’atto di nascita riporta al 1950; adesso l’Emp è composto dal Comune di Pescara e dall’associazione Amici dell’Ente Manifestazioni pescaresi. L’Emp organizza rassegne del calibro di Pescara Jazz e Funambolika e gestisce il teatro D’Annunzio chiuso però da sette mesi per il rischio crollo. Una fama, quella dell’istituzione culturale, che oltrepassa i confini abruzzesi ma che si specchia nei conti in rosso: un’emergenza ormai cronica.
profondo rosso
Nel 2017, i debiti dell’Emp ammontavano a 192.749,02 euro con 2.708.392,12 euro di passività; nel 2018, 201mila di debiti e 839mila di passività; nel 2019, debiti in calo a 109mila euro (744mila di passività); nel 2020, 53mila euro di debiti, l’importo più basso degli ultimi 7 anni (758mila di passività); i debiti sono tornati a salire nel 2021 a quota 231mila euro (867mila di passività); dal 2021 al 2022, un altro aumento fino a sfiorare i 300mila. E nel bilancio del 2023 i debiti pesano per 401.593,80 euro con 940.989,78 di passività. Nel 2024, sono arrivati anche i pignoramenti per circa 200mila euro.
IL CASO POLITICO
A fronte di questi grandi numeri, l’Emp è al centro della polemica politica: il capogruppo Pd Piero Giampietro ha parlato di «situazione drammaticamente più grave di quello che pensavamo». «Una situazione a dir poco catastrofica, che ha responsabilità politiche in entrambi gli schieramenti», secondo il consigliere comunale Massimiliano Di Pillo del gruppo civico Pettinari Sindaco. «La soluzione a questa valanga di debiti, non è di certo l’amministratore unico. Serve un’operazione trasparenza che permetta a professionisti delle finanze pubbliche, di sviscerare nei meandri dei documenti contabili quale sia realmente la situazione dell’ente, provando a capire se conviene salvare questa importante istituzione, o chiudere rifondando questo importante organismo».