[EMPTYTAG]Colpo a Di Maio, Salvini accelera

27 Maggio 2019

Il voto complica la vita a Conte. I leghisti ora vogliono dettare l’agenda al governo

[LUOGO]ROMA
[TESTO]Da nettamente primi a probabilmente terzi. Sono tutti in questa frase i dolori che, da oggi, accompagneranno la permanenza di Luigi Di Maio al governo.
Il leader M5s dovrà fare i conti con una doppia partita: il malumore interno, pronto a rinfacciare al capo politico gli effetti elettorali dell’alleanza con Lega e il delicato equilibrio di governo con Matteo Salvini, con il ministro dell’Interno pronto a chiedere il conto della sua vittoria alle Europee sull’agenda dell’esecutivo e, possibilmente, anche sulla squadra dei ministri. Questo almeno fino alla definizione dei commissari europei. Poi, di fronte ad eventuali resistenze del M5s, in ambienti della Lega non si esclude del tutto una crisi con elezioni in autunno. Dalle prossime ore si capirà fino a che punto vorrà spingersi Salvini e, soprattutto, se il vicepremier leghista punterà dritto alla poltrona del premier Giuseppe Conte a costo di innescare il «niet» la crisi di governo. C’è un dato, tuttavia, che sembrerebbe frenare Salvini: quello di FI. Il partito di Silvio Berlusconi, stando ai primi exit poll, si colloca a cavallo del 10%. È un risultato importante corroborato anche dalla possibile vittoria di Alberto Cirio in Piemonte, candidato colorato di azzurro che, ad un certo punto sembrava che Salvini non volesse. Il leader leghista, di fatto, non può fare a meno dell’ago della bilancia FI per arrivare al governo: la maggioranza alternativa Lega-Fdi non arriva infatti al 40%. Il «conto», quindi, Salvini lo chiederà sull’agenda, dove scontata è una forzatura su Flat tax e Tav nelle prossime settimane. Due dossier sui quali, forte della sua vittoria alle Europee e in Piemonte, Salvini non ammetterà alcuna mediazione. E, sebbene fonti ufficiali leghiste smentiscano, si avvicina anche l’ipotesi di un bilanciamento a favore della Lega nella squadra di governo. Con il ministero dei Trasporti, retto da Danilo Toninelli, da tempo nelle mire dei salviniani. Ma la girandola dei ministri, se scattasse davvero un rimpasto, potrebbe coinvolgere tutti, anche i ministri «tecnici», a cominciare dal titolare degli Esteri, Enzo Moavero Milanesi, che secondo i rumors parlamentari delle ultime settimane, potrebbe anche puntare a un posto in commissione Ue.