[EMPTYTAG]I sondaggisti: «Decisiva l’unione»

5 Ottobre 2021

[EMPTYTAG]Il parere degli esperti è che le spaccature abbiano giocato un ruolo rilevante

[FIRMA&LUOGO]di Michele Cassano
<MC>ROMA
[TESTO]Uniti si vince. È la lezione che pare emergere dalla tornata elettorale, secondo i sondaggisti. Il centrodestra non sfonda dove le divisioni emergono in maniera più netta, penalizzato in alcuni casi da candidati che non hanno scaldato i cuori, mentre il centrosinistra raggiunge i risultati migliori quando si allea con i Cinque Stelle, che beneficiano a loro volta del traino degli alleati. A pesare sui risultati è stata, comunque, la scarsa affluenza.
«Il dato dell'affluenza è molto importante, in molte città è in calo e questo significa che la politica non ha fatto le proposte che la gente attendeva - spiega Alessandra Ghisleri -. In Calabria c'è un lieve aumento, perché lì c'era uno scontro che ha coinvolto la popolazione. C'è poi un confronto con l'attuale governo: Draghi alza l'asticella di paragone e alcuni toni sono rimasti inascoltati. Ottimi candidati sono stati Occhiuto, Damilano e Calenda, che hanno coinvolto la popolazione e parlato di temi che riguardano tutti. I toni urlati hanno penalizzato la Lega, Fratelli d'Italia e i Cinque Stelle, mentre Forza Italia e Pd sono riuscite a mantenere il loro asset moderato. Comunque, tutti i candidati hanno vinto perché molti cittadini non sono andati a votare, questo va tenuto a mente anche in vista dei ballottaggi».
«L'affluenza è stata più bassa rispetto a cinque anni fa, ma parliamo di un calo fisiologico, di fronte a una campagna più amministrativa rispetto ad allora, che ha visto meno coinvolti i leader politici - sottolinea Livio Gigliuto, vicepresidente dell'Istituto Piepoli -. Il clima generale comunque ha spinto a un ulteriore allontanamento dalla politica». Il centrodestra ha ottenuto risultati deludenti nelle grandi città. «Parte dell'elettorato del centrodestra non ha cambiato partito, piuttosto non è andato a votare - spiega Antonio Noto -. Alcuni candidati non sono riusciti a scaldare gli animi del centrodestra. È chiaro che il contesto politico nazionale ha comunque avuto un impatto, anche se è difficile dire di che entità. La lista della Lega è andata al di sotto delle attese». «Il centrodestra ha perso per i temi portati avanti e le scelte dei candidati - sottolinea Ghisleri -. La politica deve adattarsi al territorio. Il covid ha insegnato che c'è bisogno di attenzioni, se la politica non coinvolge il cittadino diventa complicato fare presa. A Bologna era una battaglia complicata, ma anche a Milano dove trovare un antagonista di Sala era difficile e bisognava sceglierlo prima. Sul fronte dei Cinque Stelle credo che Conte dovrà rivedere i messaggi. Comunque bisogna ricordare che hanno votato 12 milioni di persone, manca una parte importante della popolazione che vorrebbe dire la sua».