[EMPTYTAG]Tra Covid e cortei L’urlo di dolore del centro di Roma

11 Ottobre 2021

Lo shock è stato forte: centinaia di romani e turisti asserragliati nei negozi per ore, saracinesche abbassate, l'odore acre dei lacrimogeni e dei fumogeni tra i vicoli, monopattini, biciclette e...

Lo shock è stato forte: centinaia di romani e turisti asserragliati nei negozi per ore, saracinesche abbassate, l'odore acre dei lacrimogeni e dei fumogeni tra i vicoli, monopattini, biciclette e resti dei cantieri stradali lanciati contro le forze di polizia e poi abbandonati sull'asfalto. Il giorno dopo gli scontri che hanno tenuto in ostaggio il centro storico di Roma, le vie dello shopping sono tornate ad affollarsi di migliaia di persone che hanno approfittato della giornata di sole per concedersi una passeggiata all'aria aperta. Compresi i partecipanti alla «Race for the cure», la tradizionale corsa per la lotta ai tumori al seno. Ma nessuno ha dimenticato le immagini di ieri e la paura accumulata in un lunghissimo pomeriggio, soprattutto tra i commercianti della zona. «Sono state scene incredibili, sfrecciavano blindati, c'erano gli idranti e volava di tutto - ha raccontato Massimo, titolare di un negozio di scarpe in via del Corso - I clienti erano terrorizzati. Li abbiamo riparati all'interno del negozio fino a quando non è tornata la calma. Tra Covid e manifestazioni qui in centro non si lavora più». D'accordo Diego, che ha una boutique di abbigliamento sulla stessa strada. «Ormai siamo abituati, qui si lavora un sabato al mese - ha detto - Sabato ho dovuto chiudere alle 18, due ore prima dell'orario. Ho avuto un danno stimato di circa duemila euro, orientativamente ho incassato un 10 per cento in meno del solito». Diego però comprende le ragioni di chi è sceso in piazza. «Non giustifico la violenza - ha proseguito - ma capisco la rabbia. Non si può chiedere il Green pass per andare a lavoro. Si guardi ad altri paesi europei».