Enti pubblici, pagamenti lumaca da record

8 Febbraio 2020

Dossier Confartigianato. Abruzzo maglia nera con Calabria e Lazio, Chieti tra le province peggiori d’Italia

L’AQUILA . Il limite di legge per i pagamenti, nella pubblica amministrazione, è di trenta giorni. Ma in Abruzzo imprese e artigiani devono aspettare mediamente almeno 46 giorni, contro una media nazionale di 37, con Chieti che figura tra le province peggiori d’Italia e sfora i 50 giorni di attesa.
È quanto emerge da un focus di Confartigianato Chieti- L’Aquila, che ha analizzato i dati, riferiti al primo semestre 2019, contenuti in un’indagine del Centro studi dell’associazione nazionale. La classifica colloca il Chietino in coda rispetto al dato nazionale e all’ultimo posto in Abruzzo. Ma vediamo i dettagli della ricerca.
In Abruzzo la maggior parte dei Comuni, 167, paga entro un lasso di tempo compreso tra i 31 e i 60 giorni; 59 enti tra i 61 e i 90 giorni; 12 tra 91 e 180 giorni; 65 entro i 30 giorni. Nessuno supera i cinque mesi di attesa. Di contro, solo il 21,5% dei comuni abruzzesi, contro il 40,6% in Italia, paga entro i 30 giorni previsti dalla legge. Fanno peggio dell’Abruzzo solo Campania, Lazio, Sicilia e Calabria. «A livello provinciale, se la maglia nera spetta a Rieti, con 68 giorni, sul podio dei peggiori insieme a Reggio Calabria (66) e Campobasso (62), c’è la provincia di Chieti», spiega Confartigianato, «dove per i pagamenti sono necessari, in media, 50 giorni. Dato che colloca il territorio tra gli ultimi tredici della graduatoria. La maggior parte dei comuni, ben 57, effettua i pagamenti tra i 31 e i 60 giorni, ma ve ne sono quattro che pagano tra i 91 e i 180 giorni».
Seguono, nella classifica regionale, la provincia di Teramo, con una media di 48 giorni, dell’Aquila (43) e di Pescara (41). «Siamo impegnati da tempo su questo tema», afferma il direttore generale di Confartigianato Chieti-L’Aquila, Daniele Giangiulli, «è inconcepibile che le imprese debbano attendere tanto per ottenere il pagamento di servizi già prestati, in un momento in cui sono già in forte crisi di liquidità. Siamo al paradosso: piccole e medie imprese e artigiani rischiano di chiudere per i troppi crediti. La soluzione al problema, lo diciamo da tempo, è quella di adottare la compensazione diretta dei debiti e dei crediti verso la pubblica amministrazione per dare liquidità ed ossigeno alle aziende». (m.p.)