Entro il 2018 pronto il museo d’arte regalato alla città

Proseguono i lavori nell’edificio di viale D’Annunzio che ospiterà 220 capolavori dell’Ottocento napoletano
PESCARA. Proseguono i lavori nel cantiere della ex Banca d'Italia di viale d'Annunzio, l'edificio che si sta trasformando in struttura culturale dopo una lunga diatriba amministrativa e giudiziaria tra la proprietà, la Soprintendenza ai Beni architettonici e il Comune di Pescara. Ospiterà un museo, gestito da una fondazione. Uno scrigno di richiamo internazionale per un tesoro di opere d'arte elogiato da storici e critici di fama mondiale, richiesto per prestigiose mostre e ricercato per possibili donazioni da musei e altre istituzioni, in Italia e all'estero. È la preziosa collezione dell'imprenditore-mecenate Venceslao Di Persio, raccolta in più di trent'anni di ricerca assieme alla moglie, la prof Rosanna Pallotta. Un corpus incredibile di oltre 220 opere d'arte italiana e francese dell'Ottocento, fra cui decine e decine di capolavori dei più grandi maestri pittori, studiati, individuati e acquisiti in diversi Stati dai coniugi Di Persio nell'ottica di un grande progetto espositivo permanente destinato alla collettività. Tra la Scuola di Barbizon e la Scuola di Posillipo, tra nomi giganti della pittura come Gustave Courbet, Antonio Mancini, Charles-François Daubigny, Rosa Bonheur, Giuseppe De Nittis, Theodore Rousseau, Domenico Morelli, Constant Troyon, Michele Cammarano, Georges Michel, Francesco Paolo Michetti, Jules Dupre, Michele Tedesco, Narcisse Diaz de la Peña, solo per citarne alcuni, la collezione si presenta come una delle più compiute e ricche raccolte su questo periodo storico-artistico al mondo, connotata tra l'altro da una originalità critica nella scelta di autori e opere. Non a caso Di Persio, profondo studioso dell'arte ottocentesca, è uno dei collezionisti più contattati per i prestiti destinati a importanti esposizioni. Al momento, per esempio, sono una quarantina i quadri collocati in Italia di sua proprietà. A Catania, nella mostra I Tesori d'Italia curata negli spazi del Castello Ursino da Vittorio Sgarbi, sono presenti, tra sculture e dipinti, oltre venti pezzi dei Di Persio, di autori come Morelli, Mancini, Cammarano, Michele Tedesco, ma anche Cagnacci - un fuori collezione per Di Persio - poiché la curatela della mostra ha deciso di utilizzare quell'opera per la copertina del catalogo, un quadro ritenuto fondamentale dai critici. A Napoli invece, a Palazzo Zevallos, nella mostra Da De Nittis a Gemito a cura di Ferdinando Mazzocca, responsabile delle Gallerie d'Italia del gruppo Intesa San Paolo, Di Persio ha prestato opere di De Nittis, Cammarano e Migliaro, mentre al Museo della Follia di Napoli sono esposti dieci quadri di Mancini, Esposito, Tranquillo Cremona e Silvestro Lega, l'autore del ritratto scelto quale immagine di copertina per la pubblicazione dedicata.
E continuano a piovere le richieste di prestito da parte di famosi curatori e prestigiosi musei, anche dall'estero. Potrebbero essere le ultime uscite per i tesori della Collezione Di Persio. Perché, entro il 2018, la raccolta sarà sistemata nell'allestimento definitivo del nuovo museo-fondazione Di Persio-Pallotta a Pescara. Un’attrattiva culturale di richiamo internazionale che certamente porterà davvero tanti visitatori, e da tanti Paesi, nel capoluogo adriatico per ammirare i capolavori messi a disposizione della comunità dai coniugi mecenati pescaresi, stimolando tra l'altro attrazione e indotto in zona. Il cantiere marcia a ritmo sostenuto. E sono sempre di più a chiedersi quando aprirà il nuovo museo.

