Equitalia dall’avvocato Sarodi deve 702mila euro

16 Aprile 2016

Il penalista avrebbe evaso al fisco circa 2 milioni di euro tra il 2013 e il 2015 Ma lui si difende: «Sono calcoli induttivi, farò ricorso. Così mi distruggono»

PESCARA. Una cartella Equitalia da 702mila euro e pignoramento dei crediti verso terzi: è successo all’avvocato Luca Sarodi che da un giorno all’altro si è visto bloccati tutti i conti bancari dopo accertamenti fiscali relativi a un parziale del 2009, a cinque del 2013 e a uno del 2015 per una presunta evasione fiscale accertata dalla guardia di finanza, su un totale di 36 mesi, pari a circa 2milioni di euro.

«Sono sfiduciato», commenta l’avvocato penalista che in questo periodo, tra gli altri, sta seguendo per conto dei genitori, il caso del bimbo rom travolto e ucciso dal treno a San Donato.

«Si decide di attenzionare una categoria e poi, su 2.300 avvocati, vengono a scegliere proprio me, calcolando la mia presunta evasione sulla base della media del numero dei processi che seguo ogni anno, ma calcolata su induzione, una semplice presunzione matematica».

Secondo quanto riferisce il legale, andando a vedere il numero delle udienze seguite in un anno («20 a settimana, circa 100 al mese e 1.200 in un anno»), applicandogli un’aliquota media di 500 euro a udienza hanno calcolato l’evasione di due milioni di euro, calcolando la sanzione sul 30 per cento della cifra.

«Mi chiedono 600mila euro e rotti a cui ci sono da aggiungere 48mila euro di interessi, 978 euro di spese esecutive e addirittura 52.296 euro come compensi di riscossione coattiva, evidentemente calcolati in percentuale rispetto all’importo totale. Ma è una ocsa da pazzi anche questa».

Si dice sfiduciato, Sarodi, non solo per la cifra «che, tutta insieme, non riuscirebbe a pagare neanche una grossa impresa», ma anche «per il metodo utilizzato».

«Hanno scelto di attenzionare la categoria degli avvocati», protesta il professionista, «ma mi domando come mai alla fine, su 2.300 legali vengono a scegliere proprio me, che alla fine sono un avvocato “on the road”, un avvocato della malavita che difendo anche la povera gente che oggi ce l’ha e domani no. Mi sento sfiduciato, umanamente, perché hanno scelto me a fronte dei tanti colleghi che ricoprono incarichi e poltrone, e poi alla fine vengono da me».

«Ma così», va avanti Sarodi, «ti portano alla distruzione, perché io non riuscirò mai a pagare quello che mi chiedono, e al tempo stesso mi hanno bloccato tutto, tutto pignorato, anche i crediti verso terzi».

E ancora: «Ho dichiarato 80-90mila euro all’anno, ma venirmi a notificare una cartella di questa portata è improponibile. Così mi hanno bloccato completamente ogni operazione finanziaria, tutto ciò che dichiaro d’ora in avanti mi verrà sequestrato, come pensano che pensa che possa continuare?».

Da avvocato, Sarodi si prepara già a presentare ricorso, alla commissione tributaria di Chieti, convinto che il pignoramento dei crediti verso terzi e su tutti i conti bancari internazionali e tutte le proprietà «è stato fatto», ribadisce, «con accertamento induttivo che si basa su una presunzione di incasso».

«E in ogni caso», conclude, «pur volendo, sono cambiati anche i tempi, quello che hanno calcolato fa riferimento anche a un altro periodo. Adesso si lavora molto meno. E comunque, alla cifra che mi richiedono non ci arriverò mai».

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