«Erano degli esperti, traditi da una fatalità»

Perini, per anni responsabile di soccorsi in quota: «Avevano affrontato prove ben più pericolose»
TERAMO. «Gente esperta e prudente. Ci sono solo due parole per commentare quello che è successo: la passione e la fatalità». Gino Perini è una conosciutissima guida alpina.
Di soccorsi e recuperi ne ha fatti a centinaia e il Gran Sasso lo conosce meglio di se stesso. Per anni è stato responsabile della stazione di soccorso di Pietracamela.
«È stata una fatalità perché entrambi erano molto preparati e sapevano bene come muoversi» dice. E sono le sue parole, misurate, a raccontare che Raffaello e Gianluca «erano alpinisti che avevano fatto arrampicate molto più difficoltose. È stata una fatalità», ripete, «solo una tragica fatalità che, purtroppo, in montagna può capitare». Gli alpinisti lo sanno bene.
La gente di montagna sa che tutto può avvenire da un momento all'altro. «C’è la passione a guidare tutti noi consapevoli sempre di quello che facciamo», dice ancora Perini, «purtroppo anche questa volta siamo di fronte a fatti imprevedibili. Una fatalità che in montagna può capitare sempre».
Sui social, intanto, le comunità di Prati di Tivo e Pietracamela – dove soprattutto Toro era molto conosciuto – esprimono il proprio dolore. Come nel post su Facebook di Linda Montauti, nota imprenditrice della montagna teramana. «Ti voglio ricordare così», scrive accanto a una fotografia di Toro, «l’ultima nostra gita con i clienti tedeschi che hai conquistato con i tuoi modi gentili e la professionalità che ti ha contraddistinto sempre».
Guida alpina molto esperta, Toro più volte aveva accompagnato sulle vette teramane del Gran Sasso comitive di appassionati stranieri. Ma ora c’è solo dolore. (d.p.)
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