Erosione, slittano i lavori Tra un anno le scogliere

21 Luglio 2017

Francavilla, i balneatori chiedono protezioni per recuperare la spiaggia Ma il sindaco Luciani frena: progetti da finire e burocrazia, servono tempi tecnici

FRANCAVILLA. Dovranno pazientare ancora diversi mesi i balneatori della zona di contrada Pretaro, a Francavilla, per vedere l'inizio dei lavori di difesa della costa che dovrebbe portare alla risoluzione dell'annoso problema dell'erosione che attanaglia questa parte di litorale. Prima del 2018, i lavori non partiranno. Come spiega il sindaco Antonio Luciani, c'è una procedura di legge da rispettare e tempi tecnici dai quali non si può prescindere prima di poter dare seguito al cosiddetto Progetto Ricama, attraverso il quale, sulla scia di quanto già fatto nel tratto di mare di Porta Nuova a Pescara fino al confine con Francavilla, verrebbero costruiti dei pennelli perpendicolari alla spiaggia che andrebbero a integrare le già presenti scogliere parallele alla costa. Per l'esecuzione dei lavori, il Comune ha ottenuto un finanziamento da parte della Regione di 950 mila euro. Nello specifico, come riferisce il primo cittadino, attualmente si sta predisponendo la studio di fattibilità che dovrà essere sottoposto all'esame di assoggettabilità a Via, la valutazione di impatto ambientale. Se l'esito fosse positivo sarebbero necessari diversi mesi per la valutazione. Nel frattempo, dopo lo studio di fattibilità, andrebbero completati il progetto definitivo e poi quello esecutivo.
Fatti questi ulteriori passi si dovrebbero espletare il bando di gara utile all'assegnazione dei lavori e l'assegnazione stessa con la conseguente apertura del cantiere.
«Se tutti questi passaggi», afferma Luciani, «andranno avanti senza intoppi, saremo fortunati e nella primavera del prossimo anno potremo dare avvio ai lavori, ma pensare di intervenire prima è impossibile se non andando contro la legge. Sono aspetti che ho spiegato più volte ai balneatori». Nel frattempo però, chi di mare vive, i concessionari della zona di Pretaro, si sono ritrovati la spiaggia divorata dal mare e nell'impossibilità di mantenere tutte le file di ombrelloni con la conseguenza di dover ridare i soldi ai clienti che hanno già pagato e di vedere persi gli altri. Una situazione di difficoltà che si protrae ormai da tre estati e che sta mettendo in ginocchio i balneatori che si vedono costretti a intervenire a proprie spese. L'unico intervento pubblico eseguito dopo le violente mareggiate di gennaio, che portarono via circa 30 mila metri cubi di sabbia, è stato un ripascimento di circa seimila metri cubi, solo un quinto di quanto perso.
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