Esame di Stato, le 2 ipotesi

23 Gennaio 2021

Solo orale oppure in aggiunta lo scritto di italiano. E niente sconti sulle bocciature

Si sta delineando in questi giorni il quadro all’interno del quale si svolgeranno gli esami di maturità 2021, un appuntamento al quale è atteso circa mezzo milione di studenti italiani. I criteri verranno resi noti il primo febbraio. Le ipotesi sulle quali si sta ragionando all’interno della maggioranza di governo sono due: la prima, appoggiata dal ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina, prevede di riproporre lo stesso esame dello scorso anno, mentre la seconda vorrebbe reintrodurre almeno una prova scritta.
PRIMA IPOTESI. La prima ipotesi ricalca la maturità 2020, vale a dire: una sola prova orale in presenza, davanti a una commissione di docenti interni e con il solo presidente esterno. Un maxi colloquio dentro al quale saranno inserite le materie degli scritti delle materie di indirizzo. Il modello è stato già sperimentato lo scorso anno e ha avuto riscontri positivi sia fra studenti che docenti.
SECONDA IPOTESI. La seconda opzione sul tavolo della ministra Azzolina, su cui spinge una fetta dell’attuale maggioranza, Pd in testa, è invece una maturità composta da una prova scritta, quella di italiano, più il colloquio orale.
INVALSI E ALTERNANZA. Sia che si opterà per la prima o per la seconda ipotesi, l’alternanza scuola-lavoro e le prove invalsi non dovrebbero costituire requisiti di ammissione agli esami. Sulla scuola-lavoro pesa, ovviamente, la difficoltà che molti istituti hanno avuto a organizzare, per via del Covid, percorsi di formazione e tirocinio dentro le aziende e le realtà produttive, senza penalizzare le ore di lezione (molte scuole hanno fatto slittare le ore di alternanza in primavera, sperando in una situazione sanitaria migliore). Per quanto riguarda i test invalsi, l’argomento è delicato perché tutti, dentro il governo, vorrebbero eliminarli. Un possibile compromesso potrebbe essere quello di non rendere l’invalsi obbligatorio ai fini della maturità, ma di far svolgere comunque le prove in vista dei recuperi degli apprendimenti.
COMMISSIONI. Saranno interne, composte dai professori che hanno valutato gli studenti per tutto l’anno, con il solo presidente esterno all’istituto.
LE BOCCIATURE. A differenza dell’anno passato, quest’anno non ci saranno sconti sulle bocciature e nemmeno sulle ammissioni alla prova finale. Per poter partecipare agli esami sarà necessario ottenere un giudizio complessivamente positivo agli scrutini. Per quanto riguarda invece il recupero dei gap formativi, si guarda al prossimo decreto Ristori, che dovrebbe mettere sul piatto 250 milioni di euro per permettere alle scuole di attivare i corsi.
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