Esame di Stato senza prove scritte

Solo un maxi orale e la tesina, esattamente come avvenne un anno fa per il Covid
L'AQUILA . Maturità senza prove scritte anche quest'anno, con un maxi-orale e la tesina. L'esame di Stato sarà condizionato dalla pandemia che sta riprendendo vigore, con un aumento dei contagi. Anche la commissione esaminatrice sarà interna, con il solo presidente esterno. Questa la linea che il ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi, intende adottare sulla scorta dell’impianto già collaudato negli ultimi due anni.
A incidere sulla decisione del Governo anche il fatto che la generazione di studenti attualmente al quinto anno ha vissuto in pieno l’emergenza Covid-19 svolgendo il terzo e il quarto anno per molti mesi in didattica a distanza.
ESAME DI STATO. Il ministro Bianchi intende, però, rafforzare l’elaborato presentato negli ultimi anni: una tesi su una delle materie prevalenti concordata dallo studente con i docenti, che saranno ancora membri interni alla prova, e che segnerà l’avvio del maxi orale diviso in quattro parti.
La decisione pare ormai presa: per tornare alla normalità serve gradualità. Per adesso, dunque, esame di Stato con maxi orale, elaborato, commissione interna e presidente esterno. L’unica novità potrebbe essere la possibilità di svolgere il tema di italiano, ma, al momento, sembra solo un’ipotesi remota.
Lo scorso anno l’esame era composto da un elaborato assegnato dal Consiglio di classe allo studente, che verteva su una disciplina specifica dell’indirizzo di studi, e dal maxi orale in presenza, diviso in quattro fasi. Tra queste, la lettura e l’analisi di un testo di letteratura italiana contenuto nel programma dell’anno e una seconda fase con l’approfondimento di un argomento legato all’indirizzo di studio.
Nel frattempo è stata lanciata anche una petizione per eliminare proprio le prove scritte anche al prossimo esame di maturità: la raccolta di firme ha raggiunto già oltre 40mila adesioni ed è stata inviata al ministro dell’Istruzione Bianchi.
LA COMISSIONE. Altra conferma rimane la commissione interna con il solo presidente esterno, proprio per agevolare la valutazione degli studenti che ai apprestano a sostenere l'esame finale del ciclo di studi delle scuole superiori, condizionato, inevitabilmente dalla pandemia da coronavirus.
Il Governo ha deciso di replicare, anche in questo caso, il modello adottato lo scorso anno con la commissione interna. Le commissioni sono una ogni due classi: sono presiedute da un Presidente esterno all’istituzione scolastica e composte da sei commissari interni per ciascuna delle due classi, ferma restando la possibilità che uno o più commissari siano individuati per entrambe le classi.
Ogni classe avrà, pertanto, una sottocommissione composta da sei commissari interni che appartengono all’istituzione scolastica sede di esame. Il presidente, che sarà invece uno ogni due classi e unico per due sottocommissioni, verrà nominato dal dirigente preposto all’Ufficio scolastico regionale (Usr). I commissari vengono designati dai competenti consigli di classe di ciascun istituto. (m.p.)

