Esami, vincono solitudine e propaganda storica

21 Giugno 2018

I ragazzi tra ansie e progetti. Sognando un futuro da medico o ricercatore 

PESCARA. Da grandi diventeranno giudici, titolari di una catena di farmacie, criminologi, pediatri, carabinieri, attori, investigatori, ricercatori in ambito scientifico. E tenteranno anche la carriera diplomatica.
Ma intanto, ieri mattina , gli studenti del liceo classico D’Annunzio di via Venezia e del liceo scientifico Galilei di via Balilla, si sono seduti ai banchi con il batticuore tipico del primo giorno di esame di maturità. C’erano anche alcuni allievi del Ravasco.
La notte prima degli esami, 60 studenti del Classico si sono radunati davanti alla scuola per fare un po’ di baldoria e darsi sostegno l’uno l’altro quando la paura ti fa tremare le ginocchia. Quelli del Galilei si sono «strafogati di cornetti al cioccolato e hanno brindato con spumante e gelato».
Dalle solitudini dell’arte ai principi di uguaglianza delle Costituzione, dalle leggi razziali alla bioetica, dalla propaganda politica a una analisi sugli statisti Alcide De Gasperi e Aldo Moro a quarant’anni dal rapimento fino al Giardino dei Finzi Contini, capolavoro di Giorgio Bassani: quando hanno letto le tracce dei temi di italiano, un po’ di ansia si è placata e sono andati alla grande. Se la sono presa comoda, dalle scuole sono usciti dopo le 12, ma «abbiamo iniziato alle 9, un po’ in ritardo» si sono giustificati. Vocabolario alla mano, sguardo stravolto, il primo giorno d’esame è filato liscio. Oggi si replica con greco e matematica. E «domani sì che avremo paura, anzi terrore, così come per l’orale».
Alle 12,17 dalle scale del Classico sono usciti i primi due studenti superstiti: Paolo Cilli, 19 anni di Silvi, e la compagna di classe Caterina Giansante, 19 anni di Pescara. Sollevati, hanno affrontato con sicurezza telecamere e taccuini.
«Indecisioni? Assolutamente no», attacca Cilli, aria da simpatico secchione, che ha scelto le tracce della propaganda storica fino a disquisire sui migranti, argomento di grande attualità, «farò Medicina o Biologia, ma sono patriottico: dall’Abruzzo non voglio andarmene». Giansante ha scelto le solitudini fino alle riflessioni su Pirandello. Anche lei si iscriverà a Medicina «perché voglio fare la pediatra», ma se ne andrà a Milano o Bologna. Ansia? «Tanta, ho dormito poco e sono a digiuno. Ora ho voglia di pasta fredda».
«La solitudine nell’arte per me è l’essere estraneo con qualcun altro». Luca Manfrini, 19 anni di Pescara, ha una impostata e calda. Recita anche quando parla: «Studio teatro con Giampiero Mancini, voglio fare l’attore. Mi ispiro a Jack Nicholson. Ho scelto la traccia delle solitudini anche con il rischio di cadere nella banalità. Ora a casa, tv e relax, ma concentrato sulla prova di greco».
Ludovica Panella, di giallo vestita, ha l’entusiasmo a mille: «Ho scelto il saggio breve sulla propaganda storico politica. Per la prova di greco sono tranquilla. Voglio studiare tanto, il mio obiettivo è diventare giudice civilista».
Propaganda storica anche per Federica Fracassi, 18 anni di Pescara, che lavora al suo sogno da tutta la vita: diventare giornalista. «Mi iscriverò a Lettere moderne e seguirò i consigli del prof Giuseppe Berardi e della maestra Maria Morelli della Silone, che mi hanno spinto sempre a scrivere».
Elena D’Incecco, 18 anni di Pescara, è stata attratta dall’antisemitismo «un tema che abbiamo affrontato tanto». Nel suo futuro c’è la divisa da carabiniere. Lo ha promesso in punto di morte alla nonna Antonietta D’Amico che le aveva chiesto di seguire le orme del nonno appuntato Antonio Cirasino. La sosterranno mamma Maria Rosaria e papà Lorenzo. «E’ un lavoro nobile, voglio servire lo Stato e stare in prima linea», dice mentre saluta la prof Grazia Ciglia e l’amica Valentina Giannascoli di Città Sant’Angelo che vuole fare l’ingegnere biomedico.
Francesco Ciavarelli, 19 anni, ha scelto la Costituzione e ammette: «Qualcosa cambierei, l’esempio dei politici non è perfetto». Dopo l’esame, lo attende l’Esercito. Andrà all’Accademia militare di Modena. L’amico Remo Giulio Cavuto, stessa età, andrà alla Bocconi di Milano ma questa estate aiuterà papà Pino Giuseppe allo stabilimento Barracuda di Ortona. E la tanto contestata settimana corta a scuola come è andata? «Alla fine ci siamo trovati bene».
Al Galilei, le ragazze hanno le idee chiarissime sul futuro, i ragazzi sono più timidi. Alice Properzi Curti, 18 anni, vuole andare in Inghilterra a studiare Scienze Biomediche con l’obiettivo di «fare la ricercatrice e aprire una catena di farmacie». Investigazione forense sarà il campo di lavoro di Federica Brandimarte, 18 anni.
Carriera diplomatica per Federica Trubiano, 18 anni, ma cambierebbe la scuola italiana: «È troppo old style, bisogna che porti di più i temi di attualità in classe». Per tutti, il terrore è la prova di matematica di oggi. Ma non per Federica Monaco, 19 anni, un vero asso in materia.