Esclusi eccellenti e ripescati, via alle trattative per la giunta

23 Giugno 2024

Da martedì i primi incontri per la scelta degli assessori: a rischio i più votati Orta, Pignoli e Toppetti Per la presidenza del consiglio comunale resta l’ipotesi Albore Mascia, Lepore: «Ci tocca un posto»

PESCARA. A chi si riferisce il rieletto sindaco Carlo Masci quando, nella lettera condivisa via chat con i consiglieri eletti, parla di «inevitabili scontenti»? A due settimane dalle elezioni, che hanno sancito la vittoria del centrodestra al primo turno con il 50,95%, i risultati non sono ancora ufficiali: senza altri intoppi, martedì potrebbe essere il giorno della proclamazione del sindaco e dei consiglieri con la certificazione delle preferenze. Da martedì in poi, partiranno le consultazioni per decidere come spartire i 10 incarichi in palio in Comune, 9 da assessore e uno per la presidenza del consiglio comunale. E il sindaco vuole l’ultima parola.
A RISCHIO I PIù VOTATI Secondo la regola delle quote rosa, in giunta c’è bisogno di 4 donne. E per questo già si parla di esclusioni eccellenti: a rischio ci sono i più votati della coalizione, Cristian Orta di Fratelli d’Italia con 1.141 preferenze, Massimiliano Pignoli di Forza Italia con 1.052 e Valeria Toppetti, anche lei di Forza Italia, la donna più votata a quota 822.
TORTA A 10 SPICCHI Se 4 incarichi spettano a FdI (18,01% con 8 eletti), altri 4 a Forza Italia (17,90% con 7 eletti), uno alla Lega (6,60% con due eletti) e uno a Pescara Futura (5,97% con due eletti), questo potrebbe essere lo schema per la giunta: FdI potrebbe indicare gli assessori uscenti Gianni Santilli (837) e Alfredo Cremonese (870), la consigliera uscente Zaira Zamparelli (697) e un’altra donna. Santilli, vice sindaco per quasi tutto il mandato di Masci, è considerato intoccabile: è stato candidato alla Regione con la lista Marsilio Presidente e, da primo in classifica, non ha fatto polemica quando si è visto scavalcare con la nomina in giunta di Nicoletta Verì. Tra pesi e contrappesi, Cremonese potrebbe essere chiamato a fare un passo indietro per lasciare il posto a Orta mentre la nomina di Zamparelli è certa: rispetto al 2019 ha raddoppiato i consensi. FdI poi potrebbe puntare anche su un’altra donna di esperienza.
FORZA ITALIA In Forza Italia, un assessore dato per sicuro è Eugenio Seccia, l’uomo del bilancio risanato: con il Comune in uscita dal predissesto a partire dal 1° gennaio 2025 e la possibilità di abbassare le tasse, Masci si fida soltanto di Seccia (797). Per le altre caselle, se entrasse in giunta Marcello Antonelli (890), presidente del consiglio uscente, non sarebbe nominata Maria Rita Carota – i due hanno corso in tandem e ci sarebbe un patto che prevede un solo ingresso in giunta – con un via libera ad altri due assessori uscenti, Patrizia Martelli (693) e Isabella Del Trecco (567). La Lega non ha tanta scelta: in giunta è dato per scontato il ritorno del vice sindaco uscente Adelchi Sulpizio. Tra esclusioni con uno strascico di delusione e rabbia e passi indietro quasi volontari, l’obiettivo di Masci è «una giunta forte» per affrontare almeno due anni e mezzo «di sfide e nuovi obiettivi».
MASCIA PRESIDENTE? Per la presidenza del consiglio comunale, l’ipotesi Luigi Albore Mascia, eletto con Pescara Futura (642) riprende quota: l’ex sindaco e assessore uscente, con una lunga carriera in Comune, ha le caratteristiche che il sindaco cerca per guidare il dibattito in aula e tenere a freno un’opposizione che, secondo il sindaco, si preannuncia «agguerrita» con il debutto del civico Domenico Pettinari e del suo gruppo. Masci vuole «autorevolezza, esperienza e competenza» e Mascia potrebbe essere una garanzia per quel ruolo. Forza Italia, vantando una vicinanza con Pescara Futura, vorrebbe avanzare una sorta di diritto di prelazione ma Miki Lepore, coordinatore della lista di Pescara Futura, è matematico: «La nostra lista civica si rivede in Forza Italia ma non vuol dire che non chiederemo l’incarico che ci spetta visti i risultati elettorali. La conseguenza di aver presentato liste forti è che poi non c’è posto per tutti: i desideri sono una cosa», spiega Lepore, «mentre le richieste, se sono praticabili, diventano fattibili altrimenti sono destinate a restare desideri. Noi chiederemo il posto che ci tocca. La federazione con Forza Italia? Anche una federazione merita rispetto: non si può mortificare il risultato di liste civiche che prendono oltre il 10%».
«ROSA PIù AMPIA» Il sindaco va a caccia della «sintesi»: nella nota inviata ai consiglieri, Masci chiede «comprensione», «buon senso» e «spirito di collaborazione» perché non c’è posto per tutti, anche per chi ha preso centinaia di voti. Ci saranno però dei premi di consolazione: sul finale della lettera, il sindaco lascia intendere che di incarichi in palio, al di fuori della giunta, ce ne sono diversi e ci sarebbe la possibilità di trattare. Per questo, ai partiti, Masci chiede «una rosa più ampia rispetto alle posizioni da coprire».