Escono Liris e Testa entrano Verrecchia e il pennese D’Addazio

Quaglieri sarà sottosegretario, D’Annuntiis resta in giunta In più Febbo torna assessore e D’Amario capogruppo di FI
L’AQUILA. Al posto del neo deputato Guerino Testa entra il pennese Leonardo D'Addazio, dipendente della Roman Style Brioni e sindacalista di punta della Cisl, candidato consigliere regionale nel collegio di Pescara con Fratelli d'Italia, quando ha preso 791 voti. Al posto dell’esordiente senatore Guido Quintino Liris invece diventa consigliere regionale effettivo il meloniano Mario Quaglieri, eletto nella Marsica, finora subentrato allo stesso Liris quando questi è diventato assessore nelle giunta Marsilio.
Ma per Quaglieri, presidente della Commissione Sanità, ci sarà il doppio salto, visto che andrà a sostituire Umberto D’Annuntiis nel ruolo di sottosegretario mentre quest’ultimo manterrà le deleghe in giunta. A quel punto, il capo di gabinetto di Marsilio, Massimo Verrecchia, dirigente di Fdi di Avezzano, farà il suo ingresso in Consiglio, subentrando di fatto a Liris che ieri ha esordito in Senato seduto accanto a Liliana Segre che ha presieduto la votazione, vinta da Ignazio La Russa, partendo con un discorso basato su una fase buia e indelebile della memoria collettiva: le leggi razziali e la marcia su Roma.
Un giorno emozionante per Liris, a tal punto che ha voluto comunicarlo agli abruzzesi con una nota stampa alla quale ha però ritoccato il titolo che nella prima versione era: «Congratulazioni a La Russa, toccanti parole di Segre». E in quella definitiva: «Congratulazioni al neo eletto presidente, toccanti parole di La Russa». Torniamo alle poltrone di casa nostra.
C’è anche un altro cambio in vista che nasce tra un patto preelettorale a quattro all’interno di Forza Italia che si quaglierà sabato prossimo. Prevede il ticket tra Mauro Febbo e Daniele D’Amario: il primo torna a fare l’assessore e il secondo ridiventa capogruppo in Consiglio. Manca solo il via libera di Nazario Pagano, da ieri insediato alla Camera, con la supervisione del presidente Lorenzo Sospiri, che vanta un credito di riconoscenza verso il neo deputato.
Ma tra quanto tempo avverrà tutto ciò? La risposta si può trovare tra le citazioni dell'autorevole giurista Costantino Mortati e il richiamo all'ordinamento «nelle sue articolazioni regolamentari e anche normative» di un più nostrano Luciano D'Alfonso che si presentò quattro anni fa in conferenza stampa per rispondere a una domanda: cosa farà il presidente della giunta regionale in carica se eletto nel nuovo Parlamento? E lui pronunciò la parola magica “inveramento” che potremmo tradurre semplicemente con “acquisizione di realtà”. Quella domanda fu un assist che permise a D’Alfonso di rispondere a chi gli chiedeva di dimettersi, come la consigliera regionale allora M5S Sara Marcozzi. «L'ordinamento prevede dei passaggi», spiegò l’ex senatore rientrato ieri in parlamento dalla porta della Camera dei deputati. «Occorre determinare l'inveramento delle condizioni per diventare senatore e quindi assumere una decisione».
La risposta a chi oggi si chiede tra quanto tempo la mini girandola di poltrone elencata prima si realizzerà è: 60 giorni, quindi prima di Natale, perché è necessario che le commissioni elettorali parlamentari portino a termine il lavoro di verifica sulle incompatibilità e/o ineleggibilità di neo senatori e deputati. Solo allora Liris e Testa potranno dimettersi dalla giunta, il primo, e dal Consiglio il secondo. Ma nel frattempo, come accadde per D’Alfonso, i due potranno sfidare le leggi della fisica che non prevedono il dono dell’ubiquità.

