Escrementi contro il vicino Donna rischia il processo

Lite condominiale finisce davanti al giudice: 44enne accusata di atti persecutori Dispetti fin dal primo giorno: faceva urinare il cane davanti alla porta della vittima
PESCARA. Le liti e le discussioni fra condomini e vicini di casa riempiono ormai i ruoli penali e civili dei tribunali con cause che durano anche anni, e a volte hanno degli epiloghi persino drammatici. Ma questa storia che vogliamo raccontare fa capire fino a che punto può arrivare una persona quando il rancore, spesso ingiustificato, per un vicino, fa compiere azioni veramente assurde.
Diciamo subito che di questa vicenda se ne occuperà, il 19 novembre prossimo, il giudice per l'udienza preliminare che dovrà decidere se mandare o no a processo la protagonista di questa storia: una donna di 44 anni, originaria della Puglia, F.O. (difesa dall'avvocato Emanuele Calista), ma residente a Pescara, accusata dal pm Rosangela Di Stefano di violazione di domicilio, danneggiamento e atti persecutori, ovviamente nei confronti del suo vicino di casa.
Per comprendere i termini della questione, basta leggere le prime righe del capo di imputazione quando il pm scrive dell'indagata che «poneva in essere atti persecutori nei confronti di...., vicino di casa, vessandolo con continue ingiurie e minacce del seguente tenore: “pezzo di m..., ignorante, ti uccido, ti faccio vendere tutto” e simili, in un'occasione inseguendolo brandendo una mazza di legno, danneggiando beni nonché la sua autovettura ed insozzando con terra ed escrementi di animali aree di pertinenza della sua proprietà, e così cagionava a questi un perdurante e grave stato di timore per la propria incolumità personale e per quella dei suoi familiari e lo costringeva ad alterare le proprie abitudini». Questo odio, ingiustificato, stando alla denuncia della parte offesa, sarebbe nato sin dal primo giorno. La signora era solita far fare i bisogni al proprio cane davanti alla porta di casa del vicino e, nonostante i ripetuti inviti a evitare quello sconcio, la cosa andava avanti tranquillamente. Una volta, sempre a dire del denunciante, la signora avrebbe rovesciato a terra alcuni suoi vasi provocandone la rottura. In un'altra occasione avrebbe, invece, parcheggiato due biciclette proprio davanti alla porta d'ingresso del vicino, ostacolandone i movimenti di tutta la famiglia per entrare e uscire di casa.
Ma il repertorio dell'indagata sarebbe stato anche più ampio e avrebbe toccato anche l'orticello che il vicino curava con tanto amore. Oltre a gettare di tutto dal suo balcone posto al piano superiore, e parliamo di escrementi e mangimi di uccellini, sale grosso e altro ancora, la donna sarebbe arrivata a entrare nell'orto utilizzando una scaletta dal proprio balcone, facendovi scendere anche il figlio minore «aizzandolo a danneggiare la proprietà dello scrivente», come ha riportato la parte offesa nella querela.

