Esercitazione anti Corea del Nord

Al via l’operazione congiunta “Max thunder” fra le forze di Washington e Seul
NEW YORK. È un’esercitazione militare che metterà a dura prova i nervi dei nordcoreani. Si chiama “Max thunder” e si tratta di una cooperazione fra le forze Usa e quelle della Corea del Sud. Ha preso il via ieri e proseguirà fino al 28 aprile. Partecipano circa mille soldati americani e cinquecento sudcoreani. Da parte degli Stati Uniti entreranno in azione F-16, AV-8B Harriers della Marina, e aerei EA-18G Growler mentre per quanto riguarda la difesa sudcoreana parteciperanno F-15K, F-16, F-5E e F4E. Scopo principale è condurre due importanti test per verificare la capacità di abbattere missili nordcoreani.
L’esercitazione congiunta era prevista da mesi, ma assume nuova importanza alla luce delle recenti minacce. Intanto un’armata Usa guidata dalla portaerei Carl Vinsen raggiungerà la costa della penisola coreana a fine aprile. Sarà nel Mar Cinese meridionale con qualche giorno di ritardo. Si stava dirigendo in Australia e ha reagito con lentezza all’ordine di cambiare rotta.
«Che si comporti bene», si è limitato a dire ieri Trump a proposito delle tensioni col regime di Pyongyang. Commenti più duri sono venuti dal vicepresidente Pence che ieri era a Tokyo per colloqui col primo ministro Abe. «Gli Stati Uniti sono solidali al cento per cento con i tentativi del Giappone di contenere le ambizioni nucleari della Corea del Nord», ha detto il vice di Trump aggiungendo che sono giorni difficili per i giapponesi che «vivono sotto la minaccia di provocazioni provenienti dall’altra parte del Mar del Giappone». Cauta la reazione di Abe che si dice speranzoso che si possa portare avanti un dialogo pacifico con Pyongyang. «Allo stesso tempo il dialogo allo scopo solo di dialogare non ha alcun valore».
Tokyo e Washington hanno fiducia nell’azione di mediazione di Pechino. «Arrivano segnali incoraggianti», ha commentato un portavoce del Dipartimento di Stato a proposito del ruolo del governo cinese che sta valutando se aumentare le sanzioni economiche sulla Corea del Nord per premere perché Pyongyang abbandoni i programmi di sviluppo di armi nucleari.
Posizione difficile quella di Pechino dopo che sabato nella parata militare nel cuore della capitale nordcoreana hanno sfilato camion di fabbricazione cinese che portavano missili balistici. Il ministro degli esteri cinese Lu Kang ha precisato che la Cina continua ad avere normali interazioni commerciali con la Corea del Nord, ma rimane fedele alle sanzioni imposte dall’Onu che proibiscono la vendita di materiale militare ai nordcoreani.
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