«Esperienza splendida La città è entrata al Luisa d’Annunzio»

PESCARA. Massimo Magri, 59 anni, pescarese, a novembre lascerà ufficialmente la direzione del conservatorio Luisa D’Annunzio dove tornerà ogni giorno per insegnare il violoncello ai suoi allievi. Il...
PESCARA. Massimo Magri, 59 anni, pescarese, a novembre lascerà ufficialmente la direzione del conservatorio Luisa D’Annunzio dove tornerà ogni giorno per insegnare il violoncello ai suoi allievi. Il bilancio di sei anni di lavoro, due mandati consecutivi, è più che positivo.
Magri, che esperienza è stata?
«Bellissima. Un ruolo per il quale non si studia, si può solo imparare e sviluppare progetti giorno dopo giorno. Come ho fatto con Alfonso Petrarca al mio fianco come vice in questa avventura. Abbiamo lavorato tanto e con entusiasmo. Il nostro grande orgoglio è stato aprire, gratuitamente, le porte del conservatorio alla città organizzando un centinaio di concerti l’anno, con un’affluenza di 250 persone ad ogni incontro, per un totale di circa ventimila visitatori. È stata un’azione meritoria nei confronti della cittadinanza. Siamo diventati un punto di riferimento per le altre realtà musicali storiche e importanti come l’Orchestra Sinfonica Abruzzese, la società Luigi Barbara e le tante idee sviluppate con Lucio Fumo e il Pescara Jazz, il più antico d'Europa. E ancora, il bicentenario verdiano, i Carmina Burana, tutti spettacoli sold out . Fino ai concerti di Musica in ospedale organizzati col manager Armando Mancini. Le iscrizioni sono aumentate nel corso degli anni, ora siamo a quota 800 studenti (500 di formazione preaccademica, 300 accademica) tra i 9 e i 50 anni, ma ospitiamo anche piccoli talenti in erba. E circa 150 allievi over 18 fanno parte della scuola di pop jazz aperta nel 2004, solo corso accademico. Abbiamo incrementato i corsi di studio. Oltre agli archi, fiato, pianoforte, arpa, clavicembalo, la fisarmonica e la scuola di pop jazz, stanno riscuotendo molto successo. Le iscrizioni continuano fino al 19 giugno, le info sono sul sito conservatoriopescara.gov.it. Solitamente riceviamo sulle 350 domande, metà delle quali vengono accolte secondo criteri di varia natura. Quest'anno, oltre alle consuete prove pratiche, lavoreremo molto sulla conoscenza teorica».
Prossimi impegni?
«A giugno ospiteremo Gabriele Ferro, figlio del primo direttore della corporazione musica per la presentazione di un libro sull’istituto. A luglio, una rappresentanza di docenti e studenti sarà presente al congresso internazionale di musicoterapia a Tokyo. Tra agosto e settembre ospiteremo l’VIII concorso Gazzelloni con l’Associazione flautistica e la Fondazione PescarAbruzzo e, a seguire, il Premio nazionale delle Arti con la sezione di fisarmonica».
Quando è entrato in conservatorio?
«Da bambino e vi ho trascorso tutta la vita. Prima da allievo, poi da docente e quindi da direttore. Il primo di origini pescaresi. E Patriarca sarà il secondo. Qui Alfonso ed io ci siamo conosciuti. Qui si è sviluppata la nostra amicizia, che va al di là del lavoro e che unisce le nostre famiglie».
Con quale stato d'animo lascia?
Sereno. Sicuro che i prossimi progetti saranno all’insegna della continuità, sono orgoglioso del lavoro svolto insieme. Presto tornerò a fare l’insegnante di violoncello, ma ci sarò sempre per chiunque mi chiederà un consiglio. Lascio un conservatorio dinamico e pieno di grandi progetti.
Il suo maestro?
Mario Domenicucci . (c.co.)

