Esplode la voglia di mare: tutto esaurito in spiaggia

16 Maggio 2021

Boom di richieste negli stabilimenti. I balneatori: «Finalmente si ricomincia»

PESCARA. Non «c’è quasi più un ombrellone libero» e siamo solo a maggio. Il timore degli imprenditori del mare è, paradossalmente, «non poter ospitare i turisti mordi e fuggi (stranieri e italiani) tra luglio e agosto», quando la stagione è nel vivo.
Neppure un leggero rialzo delle tariffe (in alcuni casi + 10%) dei servizi in spiaggia, hanno fermato la caccia a ombrelloni, palme e palmette, con prezzi variabili da stabilimento a stabilimento. Dall’ultima fila di ombrelloni a 400 euro fino a 2-3000 euro per una palma a pelo d’acqua, passando per prezzi più abbordabili tra i mille e 1.800 euro. Tra i 15 e i 20 euro il costo giornaliero degli ombreggi.
I balneatori della riviera di Pescara e Montesilvano scoppiano di prenotazioni. Lo dicono con un misto di soddisfazione, orgoglio e paura: «Siamo contentissimi. Ma non è facile rimandare indietro un cliente pensando che forse non lo rivedrai più, se va altrove» sintetizzano. Però non c’è altro da fare «siamo a maggio e già abbiamo quasi chiuso le prenotazioni». Con le regole anti Covid di sempre: valgono le regole di sempre: non più 4 bagnanti sotto gli ombrelloni, non più di 8 sotto le palme che possono accogliere più ospiti ma a rotazione.
Spiegano, i balneatori che sulla riviera quest’anno ci sarà «il grande ritorno dei marsicani e romani, da Avezzano come da Rieti». E quando le frontiere riapriranno del tutto, all’appello non mancheranno «francesi, inglesi e tedeschi». C’è sempre lo zoccolo duro dei clienti storici, con le generazioni che si rinnovano tra un ombrellone e l’altro.
Complice le temperature bollenti, intervallate a spiovazzate rapidissime, i vacanzieri vogliono scrollarsi di dosso i mesi di lockdown e restrizioni e abbandonarsi a sole, caldo, mare e libertà. Ma attenzione: anche nell’anno della vaccinazioni si dovranno rispettare le solite regole: sanificazione delle mani, mascherina e distanziamento.
La Bandiera Blu, conquistata per la prima volta nella storia dalla città del sindaco Carlo Masci, svetta imponente sui programmi futuri dei balneatori che ben conoscono la responsabilità del mantenimento del vessillo negli anni a venire. E già pensano a costruire «ponti turistici tra mare, monti, montagne, terme, colline e campagne».
La stagione balneare ufficialmente parte il 1° giugno (fino al 5 settembre, ma ogni anno si va oltre, a ottobre, se il meteo lo consente) che già concessioni e spiagge libere pullulano di amanti della tintarella.
Le associazioni di categoria non stanno più nella pelle: «C’è una gran voglia di mare e libertà» evidenzia Stefano Cardelli, titolare di Nettuno beach e presidente di Ciba-Confartigianato, «non ci sono disdette, solo prenotazioni. I clienti storici tornano, gran parte pescaresi o della provincia. Si prevede una estate bellissima, speriamo che il tempo ci assista. La Bandiera Blu, poi, è il più grande regalo che si potesse fare alla città, ma il turismo vero si vedrà nei prossimi anni, se lavoreremo bene». E gli imprenditori balneari si stanno scatenando con nuove idee. Nei lidi bagnanti e turisti troveranno, oltre alle piscine, angoli idromassaggio, musica d’ascolto nel tardo pomeriggio, cena sotto la palma, pianoforte in spiaggia. «Il concetto di stabilimento sta cambiando»,esulta Riccardo Padovano, rappresentante di Sib Confcommercio, «stanno diventando sempre più centri turistici balneari con area fitness, musica e spazi lettura. Con la Bandiera Blu dovremo puntare a spot e sportelli informativi a Roma e in Italia per far conoscere l’Abruzzo». Pienamente soddisfatto, Andrea Berardinelli, lido Aretusa: «Siamo al completo. Tanti clienti dovremo inviarli ai colleghi. In generale, in Abruzzo, dovremo riprogrammare l’accoglienza, potenziare i posti letto e accrescere la rete mare-monti».