Esposto di 24 famiglie: «Le case non sono sicure»

25 Giugno 2014

Alloggi popolari in via San Berardino, la denuncia: muro in parte crollato e condotte fognarie danneggiate. Il Comune non ha fatto nulla per noi

FRANCAVILLA. Gli abitanti delle case popolari di via San Berardino denunciano il degrado degli spazi pubblici a ridosso delle abitazioni. Esasperati dai disagi dovuti all’incuria e all’assenza di manutenzione delle due palazzine costruite intorno al 1946, dove vivono 24 famiglie, il 12 maggio scorso i residenti hanno inoltrato un esposto al Comune, all’Ater e, per conoscenza alla Procura di Chieti.

Nel documento avallato da 24 firme, gli abitanti dei civici 1, 3, 5 e 9, hanno evidenziato situazioni di «grave pericolo per la salute e l’incolumità pubblica». «Il problema più grosso è esploso negli ultimi mesi», spiega Rocco Antonucci, promotore dell’esposto. «Il muro di contenimento che separa le due palazzine Ater, in alcune parti è crollato, danneggiando la condotta fognaria dalla quale fuoriesce liquame maleodorante che rende la zona gravemente insalubre e malsana». L’acqua putrida sgorga dal muro e ristagna sotto le finestre delle abitazioni rendendo l’aria irrespirabile. Un altro rivolo maleodorante proviene dall’area verde a monte della chiesa e scorre lungo la strada di accesso.

I residenti protestano anche per una presunta occupazione abusiva di un terreno, «non si sa se di proprietà del Comune o dell’Ater», dicono, dove accanto a una vecchia rimessa in lamiera, nel tempo è stato accumulato materiale edile di scarto. Inoltre, l’elenco dei problemi comprende il dissesto della strada pubblica; il degrado strutturale delle vecchie recinzioni in mattoni e della scalinata pubblica antistante la chiesa di San Berardino che «ha assunto una forte e preoccupante pendenza»; lo stato fatiscente dei pali della pubblica illuminazione; la presenza di ratti e serpi che si annidano fra le erbacce e i rovi cresciuti sulla confinante proprietà Ricciardelli «da decenni in stato di abbandono». Ieri mattina, sollecitato dai residenti, c’è stato il sopralluogo dell’ufficiale sanitario della Asl.

«Il medico ha definito la situazione una mina vagante», continua Antonucci. «Sono molto irritato con il sindaco Luciani e l’assessore Giangiacomo: nell’ottobre del 2013 hanno promesso ai residenti un intervento, ma non è stato fatto niente. Il nostro esposto è rimasto chiuso in un cassetto. Nei giorni scorsi sono andato in Comune; il dirigente Olivieri e il tecnico Giordano si sono rimpallati le competenze. A questo punto penso che sia solo una questione politica. Mi rivolgerò alle associazioni a tutela dei cittadini: non mi fermerò fino a quando le case popolari di via San Berardino non riacquisteranno un aspetto dignitoso».

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