Esposto sulla multa al questore

21 Novembre 2014

I grillini vanno in procura: un’indagine per fare chiarezza, Maggitti si dimetta

PESCARA. L’intricata vicenda della multa cancellata al questore Paolo Passamonti finisce con un esposto del Movimento 5 stelle alla procura della Repubblica «per verificare la legittimità della procedura amministrativa», con la richiesta di dimissioni o provvedimenti disciplinari nei confronti del comandante della polizia municipale Carlo Maggitti e con una mozione di sfiducia per il presidente della commissione comunale Controllo e vigilanza Carlo Masci.

Dopo un’interpellanza parlamentare, un’interrogazione in consiglio comunale e il servizio tv di mercoledì sera della trasmissione di Italia 1 Le Iene, la capogruppo pentastellata Enrica Sabatini è determinata a fare in modo che la faccenda che risale al 2011 non si chiuda nell’indifferenza del palazzo. A darle man forte i consiglieri comunali Erika Alessandrini e Massimiliano di Pillo e il consigliere regionale Domenico Pettinari. «Sarà la magistratura», chiarisce Sabatini, «a individuare eventuali profili di rilevanza penale. Noi non siamo giustizialisti: l’inchiesta farà il suo corso e alla fine tireremo le somme».

In attesa di conoscere i risvolti giudiziari della contravvenzione per divieto di sosta, elevata all’auto privata del questore in via Galilei (sembrerebbe mentre si trovava in servizio) e poi misteriosamente scomparsa dai registri dei vigili urbani, il primo bersaglio del fuoco incrociato dei grillini è il consigliere di Pescara futura Masci. Al presidente della commissione Controllo e vigilanza si contesta la mancata presa di posizione durante la riunione di mercoledì mattina, quando su sollecitazione del Movimento 5 stelle è stato ascoltato il comandante della polizia municipale Maggitti, che riveste anche il ruolo di dirigente in Comune. «Ci hanno impedito di compiere la nostra funzione ispettiva», spiega Sabatini ripercorrendo a ritroso la vicenda, «abbiamo provato a chiedere in maniera generica quali sono le procedure seguite per il ritiro delle multe, ma non ci hanno fatto parlare e, anzi, hanno iniziato a deriderci apponendo la scusa del segreto istruttorio».

Per i pentastellati, il segreto istruttorio sarebbe stato usato come scudo non solo da Maggitti, ma anche dagli altri consiglieri di centrodestra e centrosinistra. Come risulta dal verbale, il capo dei vigili in commissione non ha risposto, nonostante alle Iene abbia fornito qualche spiegazione sommaria. «Masci, che tra l’altro è un avvocato», incalza Sabatini, «ci ha impedito di tutelare i cittadini facendo emergere la verità dei fatti».

Il secondo bersaglio è lo stesso Maggitti, giudicato «privo di credibilità»: «Il sindaco», spiegano , «dovrà chiedere le sue dimissioni perché si è dimostrato inadatto a ricoprire questo ruolo. In alternativa si dovranno prendere provvedimenti disciplinari».

«La politica», aggiunge Pettinari, «non è riuscita con i propri anticorpi a trovare una soluzione amministrativa al caso. La commissione Vigilanza di un ente ha il compito di verificare la legittimità di tutti gli atti interni partoriti dall’amministrazione. Cosa diversa è la procura», conclude il consigliere regionale, «che ha tutto un altro ruolo».

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