Esproprio per l’ospedale polemica senza fine

Penne, secondo l’amministrazione comunale un verbale del 1981 dimostrerebbe che anche Provincia e Asl sono responsabili per i siti della struttura del Carmine
PENNE. L’esproprio dei terreni dove è stata costruita la struttura sanitaria del Carmine, avvenuto a fine anni Settanta, ha avuto il suo epilogo con la sentenza esecutiva che ha condannato il Comune di Penne a risarcire gli eredi della famiglia Cutilli di ben 760 mila euro. Una cifra monstre per un Comune, quello guidato dal sindaco Rocco D’Alfonso, che di certo non naviga nell’oro.
Un documento del 1 aprile 1981, però, rivelerebbe come la competenza sui siti e le strutture del Carmine non sia mai stata esclusiva del Comune. Stando a quanto stabilito da un verbale – firmato dall’allora sindaco Celestino Cantagallo, dal presidente della Provincia di Pescara, Licio Rosati, e dall’allora presidente del comitato di gestione dell’Ulss, Vincenzo Del Colle – tutte le competenze e gli adempimenti relativi alle opere per la realizzazione l’ospedale del Carmine, a partire appunto dal 1 aprile del 1981, furono trasferite dalla Provincia al Comune e alla Ulss di Penne per quanto di rispettiva competenza.
Il contenzioso avviato dalla famiglia Cutilli nei confronti del Comune, dunque, forse, doveva coinvolgere anche altri enti. Ed è strano come, in tutti questi anni, gli avvocati che hanno seguito il contenzioso legale per conto del Comune non si siano mai accorti come la competenza sull'area dei terreni espropriati e sulle strutture non fosse appannaggio esclusivo del Comune ma riguardasse anche la Asl.
Con gli anni poi, la cifra del risarcimento verso i Cutilli si è ingigantita a causa degli interessi e oggi una sentenza esecutiva costringe l’amministrazione civica a pagare una cifra di circa 760 mila euro alla famiglia espropriata.
L’ente vestino, che comunque dovrà trovare a breve la liquidità per il sostanzioso debito, ha avviato le pratiche per essere risarcito a sua volta dagli enti, in particolar modo dalla Asl, che hanno avuto la responsabilità e la competenza sulle strutture e sui siti espropriati. Il Comune, che ha già messo in mano tutta la documentazione a un esperto pool di avvocati, spera quantomeno di recuperare la metà di quanto sarà versato ai Cutilli.
«Rivendicheremo in tutte le sedi opportune che il pagamento dei terreni espropriati per la realizzazione dell’ospedale del Carmine non sia attribuibile al Comune, bensì a tutti gli altri enti interessati. Non ritengo affatto giusto», ha sottolineato l’assessore comunale ai Lavori pubblici, Gabriele Pasqualone, «che le conseguenze di tutto questo caos vengano pagate dai cittadini di Penne».
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