«Estate, cercasi personale» Stabilimenti senza cuochi

Spuntano i cartelli davanti ai lidi: mancano anche baristi, lavapiatti e assistenti Cardelli: «È colpa del reddito di cittadinanza». Il 20 maggio si apre la stagione
PESCARA. Cuochi, aiuto-cuochi, lavapiatti, baristi. È ancora in corso la ricerca del personale da impiegare durante l’estate negli stabilimenti balneari della città. Entro il 20 maggio i balneatori puntano a dare il via alla stagione estiva e la corsa per trovare le risorse da inserire negli staff si fa sempre più affannosa. Se per la sistemazione delle spiagge non sembrano esserci grossi problemi con manutentori e dipendenti che vengono confermati di anno in anno, e le attività di salvamento vengono garantite attraverso le convenzioni con le cooperative, diverso è il discorso per tutto il comparto del food and beverage che necessita di tante figure differenti per accogliere al meglio i bagnanti.
«Le difficoltà ci sono sempre perché il personale, specie in cucina, si trova a fatica», evidenzia Stefano Cardelli di Ciba Confartigianato, «mancano pizzaioli, cuochi, aiuto-cuochi, lavapiatti. Le strutture che sono aperte per 12 mesi l’anno sono avvantaggiate, in quanto la base dello staff è già operativa, ma chi apre solo per cinque mesi ha grandi difficoltà». Ancora una volta, secondo Cardelli, tra le cause principali della carenza di figure professionali c’è il reddito di cittadinanza «che non insegna la cultura del lavoro, del sacrificio. Che ci siano delle categorie che ne hanno bisogno non ci sono dubbi, ma per altre è stato solo un modo per fare passare il messaggio che è giusto stare a casa a non fare nulla. Alcuni che si presentano per ottenere un posto, con la scusa del reddito, domandano di essere pagati in nero, ricevendo ovviamente la porta in faccia. Spero quindi che con la sua abolizione qualcosa vada a cambiare».
Non è solo una questione di reddito di cittadinanza secondo Mario Troisi, di Fiba Confesercenti. «Anni fa negli stabilimenti balneari erano impegnati tanti ragazzi giovanissimi che, finita la scuola, per racimolare qualche soldo, facevano la stagione. Oggi forse è cambiata la situazione: loro hanno meno voglia e i genitori li spronano di meno. Questo è un peccato, perché si perde quella opportunità di fare un’esperienza sul campo, di contatto con il pubblico che diventa preziosa per qualunque curriculum». I lidi sono realtà stagionali che per Troisi pagano lo scotto della temporaneità. «Conosco tanti ragazzi che negli anni passati hanno fatto le stagioni negli stabilimenti, per poi trovare lavori più stabili e quindi una volta ricontattati dai balneatori non lasciano i loro contratti annuali per lavori che durano qualche mese».
Più ottimista Riccardo Padovano, presidente di Sib Confcommercio: «Stiamo recuperando le figure mancanti», afferma. «Negli ultimi giorni stanno arrivando diversi curricula e ce la stiamo cavando. Sono fiducioso che entro il 20 maggio, data in cui tutti puntiamo ad aprire le attività, saremo con tutto il personale a regime. Per le spiagge siamo già forniti con persone che confermiamo anno dopo anno. A mancare è il personale in cucina, ma penso che appena si chiuderà l’anno scolastico all’istituto alberghiero, arriveranno tanti ragazzi e ce la faremo anche quest’anno». Per Padovano dal prossimo anno però occorre partire prima con formazione specifica e collaborazioni con le società interinali: «Se formiamo il personale in inverno, è chiaro che poi ci ritroviamo risorse da poter impiegare in estate».

