Estate rovente, l’Abruzzo sta andando a secco

Acqua razionata nei comuni e la mancanza di pioggia preoccupa gli agricoltori
PESCARA. La grande sete non c’è ancora, ma l’Abruzzo avverte già i segni della lunga siccità che sta mandando a secco l’Italia. E siamo solo a giugno. Chi sperava che le grandi precipitazioni dello scorso inverno, i 20 milioni di metri cubi di neve precipitati in pochi giorni a gennaio, fossero un tesoro da sfruttare dopo la tragedia di quei giorni, si sbaglia. Il sottosegretario alla protezione civile della Regione Abruzzo Mario Mazzocca guarda con preoccupazione alle prossime settimane: «Le precipitazioni dello scorso inverno sono state in alcuni casi molto concentrate e lo scioglimento delle nevi rapido. Le falde non ne hanno beneficiato molto».
In queste ore tutte le società di gestione delle reti idriche abruzzesi stanno chiedendo ai sindaci più controlli sui consumi. Le situazioni sono più o meno gravi da provincia a provincia. C’è più allarme nel Teramano, meno nel Pescarese e nel Chietino. E c’è molta preoccupazione tra gli agricoltori del Fucino.
Reti malandate. «Non abbiamo problemi di approvvigionamento», spiega il presidente della Sasi Gianfranco Basterebbe «alle sorgenti c’è acqua, ma la dispersione è sempre alta, circa il 50%. Per questo spesso i rubinetti sono a secco. Le reti sono dei primi anni del ’900 e in alcuni punti sono a pezzi. Cerchiamo di fare le riparazioni, ma servono impianti nuovi, e milioni di euro di risorse. E’ impensabile che nel 2017 in alcuni Comuni vastesi l’acqua non ci sia per tutto il giorno». Acqua che si perde ma che viene anche sprecata. «Siamo arrivati ad aver bisogno di pompare ben 210 litri di acqua al secondo per soddisfare le esigenze dei cittadini» aggiunge Basterebbe «troppo: significa che c’è un consumo anomalo, un uso improprio dell'acqua potabile da parte degli utenti. In molti la usano per innaffiare il giardino, l'orto e addirittura ci lavano l'auto». Da qui la richiesta di maggiori controlli da parte dei 92 Comuni soci della Sasi (tutti del Chietino) che in questi giorni sta sospendendo l’erogazione notturna in diversi centri per permettere un recupero maggiore delle riserve nei serbatoi.
Teramano a singhiozzo. L’acquedotto del Ruzzo avverte che la provincia di Teramo è già in emergenza idrica. Il presidente della Ruzzo Reti Spa, Antonio Forlini, ha scritto ai sindaci invitandoli a prendere provvedimenti urgenti per limitare l’utilizzo dell’acqua. L’acquedotto ha previsto una serie di interventi per arginare le criticità, ma non si escludono disagi in alcune zone.
Da ieri al 2 luglio, dalle ore 19 alle ore 7 della mattina seguente, sono state disposte chiusure programmate nei serbatoi di Case di Bonaventura (le località interessate sono Case Di Bonaventura, Salara, Colle di Mezzo, Case Sacchetti e zone rurali e case sparse del comune di Morro d'Oro) e di Colle Pigna (sono interessate le zone rurali e le case sparse di Mutignano, nel comune di Pineto). Acqua a singhiozzo anche nel borgo storico di Canzano. Situazione difficile nella zona costiera e in Val Vibrata, dove le scorte si stanno riducendo.
Allarme Marsica
Nella Marsica, alla luce del calo della portata delle sorgenti, il Cam ha inviato una nota a tutti i sindaci, e al prefetto dell’Aquila, Giuseppe Linardi, per sollecitare l’emissione di ordinanze di divieto di innaffiare orti e giardini, lavare automobili, utilizzare acqua potabile per ripulire piazzali, vietare l’utilizzo di pozzi privati negli orari di fornitura per i Comuni soggetti a turnazione. Sono 33 i centri marsicani serviti dal Cam, oltre a una decina del Reatino. «Le principali sorgenti di approvvigionamento idrico», spiegano dagli uffici di Caruscino, «non hanno ricevuto quell’incremento della risorsa idrica necessario al superamento ottimale della stagione estiva, che si prospetta molto carente». Soprattutto per gli agricoltori del Fucino che rischiano di perdere la stagione (leggi servizio di lato).
L’ottimismo dell’Aca
Nessun problema per i prossimi due mesi, per i circa 60 Comuni serviti dall’Aca, l’azienda acquedottistica comprensoriale, relativamente alla fornitura dell’acqua. Lo assicura il direttore tecnico dell'Aca, Lorenzo Livello. «Per via delle abbondanti precipitazioni dell’inverno scorso, le nostre sorgenti stanno abbastanza bene e, diversamente da quanto sta accadendo nel Centro Nord, noi non avremo problematiche di questo tipo, per i prossimi due mesi. Neve e pioggia hanno caricato le nostre falde». Nessun rubinetto a secco, dunque, per quest’estate, nella provincia di Pescara e in quella parte della provincia di Chieti servita dall’Aca. Anche se alcuni problemi potrebbero riguardare singoli Comuni, fa sapere il direttore tecnico Livello. «Con il caldo, nelle zone di campagna», aggiunge, «si potranno verificare dei sovraccarichi per le attività di giardinaggio. Ma si tratta dei soliti problemi. Per questo emetteremo un’ordinanza nella quale chiederemo un uso razionale dell’acqua». Ma anche nel Pescarese ciò che crea scompensi sono le perdite delle condotte. «Ora siamo su percentuali che vanno dal 40 al 50%», fa notare Livello, «percentuali in media con quelle nazionali, ma che devono essere ridotte». L’Aca annuncia infine che nei prossimi giorni interverrà sulle condotte del fiume Tavo, per incrementare l’acqua nei Comuni di Città Sant’Angelo e di Atri. «Le due città avranno più acqua», precisa Livello, «e con questi interventi eviteremo la chiusura». Tuttavia, se non c’è il rischio di restare a secco conclude il direttore tecnico dell’Aca, «Non bisogna abbassare la guardia».
(Hanno collaborato
Vito de Luca e Teresa Di Rocco)
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