Eternit in pineta: due denunciati

9 Agosto 2019

Carrello pieno di onduline trovato dai carabinieri, il titolare di una ditta rischia fino a 2 anni di carcere

MONTESILVANO. Un carrello della spesa pieno di lastre di eternit abbandonato vicino a un cassonetto dell’immondizia in pieno centro abitato. È questa la scoperta fatta dai carabinieri forestali del Reparto Biodiversità di Pescara, coordinanti dal comandante Piero Di Fabrizio, in via Saline, a ridosso della riserva naturale Santa Filomena di Montesilvano. L’abbandono illecito del materiale altamente pericoloso è avvenuto lo scorso 3 luglio, ma solo ieri negli uffici del lungomare sono arrivati i risultati delle analisi dell’Arta che hanno confermato i sospetti sul fatto che si trattasse di amianto. Circa un mese fa, infatti, durante la consueta attività di controllo del polmone verde montesilvanese, il personale del Reparto Biodiversità ha notato il carrello con le onduline proprio a ridotto della pineta, all’altezza dei palazzi gemelli. Temendo subito che potesse trattarsi di eternit, i carabinieri forestali hanno assunto tutte le precauzioni del caso, intervenendo con apposite tute e maschere protettive e incapsulando il contenuto del carrello. La zona è stata poi bonificata e il materiale sequestrato è stato inviato ai laboratori dell’Arta a Teramo per le analisi. Contemporaneamente sono state avviate le indagini per risalire ai responsabili del reato ambientale e, anche grazie all’ausilio delle telecamere presenti nella zona, poco più di una settimana dopo le forze dell’ordine hanno identificato i colpevoli.
Si tratta di due stranieri, di cui uno titolare di una ditta di Montesilvano regolarmente iscritta all’albo gestori nazionali ambientali, il registro delle imprese che si occupano di smaltimento di rifiuti. I due uomini, a bordo di un furgone aziendale, hanno raggiunto il retropineta e si sono disfatti del materiale, per poi allontanarsi. I responsabili del reato – che da amministrativo è diventato penale per via del fatto che non è stato commesso da un soggetto privato ma da una ditta - sono stati denunciati per abbandono di rifiuti speciali pericolosi. La pena prevista in questo caso va dai sei mesi ai due anni di reclusione, oltre a un’ammenda compresa tra i 2.600 e i 26mila euro e alla possibile confisca del mezzo utilizzato per il trasporto illecito. Quello relativo all’amianto è il secondo abbandono illecito scoperto dai carabinieri nello stesso punto della città. Lo scorso 8 marzo, infatti, gli uomini del colonnello Di Fabrizio avevano rinvenuto, sempre all’altezza di via Lago di Bomba, una cinquantina di materassi, decine di poltrone e altro materiale. Anche in quel caso, a finire nei guai era stata una ditta iscritta all’albo dei gestori ambientali che, dietro regolare compenso, si era occupata del ritiro dei rifiuti ingombranti provenienti da una struttura alberghiera locale e che avrebbe dovuto smaltire secondo il protocollo.