«Eterno ragazzo lui era il simbolo del mare»

9 Luglio 2016

PESCARA. Una fila di due chilometri di auto e 300 scooter al seguito del carro funebre – che ha fatto tappa davanti allo stabilimento L'Orsa Maggiore, dove Nicola Rabuffo è morto tre giorni fa – fino...

PESCARA. Una fila di due chilometri di auto e 300 scooter al seguito del carro funebre – che ha fatto tappa davanti allo stabilimento L'Orsa Maggiore, dove Nicola Rabuffo è morto tre giorni fa – fino alla cattedrale di San Cetteo. Qui il feretro è stato accolto da uno schieramento di marinai della guardia costiera, dell'Anmi, associazione marinai di Pescara e Montesilvano con gli stendardi e i lifeguard della Compagnia del Mare.

Dal pulpito i ricordi personali degli amici più stretti di Nicola. Carlo Masci: «Con Nicola sono cresciuto e vissuto tutta la vita. È morto sulla sabbia del suo stabilimento che tanto amava, portando avanti il sogno dei genitori e facendolo diventare il punto di riferimento delle estati pescaresi. Eterno ragazzo, era il simbolo del mare, solidale e promotore dell'integrazione per via dei tanti dipendenti extracomunitari che hanno lavorato con lui. Quattro generazioni di pescaresi lo hanno conosciuto e stimato». Enzo Del Vecchio: «Ci lascia un messaggio di speranza e di impegno profuso con leggerezza, questo è il suo testamento». Riccardo Padovano: «Abbiamo macinato tanti chilometri insieme per risolvere i problemi dei balneatori. Lui era un imprenditore illuminato. Diceva sempre che la gente del mare era il suo patrimonio, come quello ricco di esperienze da lasciare ai figli». (c.c.)

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