Eva: studio e nuoto, spero in un lavoro per aiutare i miei

PESCARA. «Non vogliamo essere ignorati. Chiediamo di essere visibili, come è giusto che sia, perché anche noi facciamo parte della società. E chiediamo che qualcuno ci aiuti a inserirci. E invece...
PESCARA. «Non vogliamo essere ignorati. Chiediamo di essere visibili, come è giusto che sia, perché anche noi facciamo parte della società. E chiediamo che qualcuno ci aiuti a inserirci. E invece siamo sempre messi da parte». A parlare è Eva Tuccella, 27 anni, di Villa Raspa di Spoltore, tetraplegica con lesione midollare, diplomata al liceo psicopedagogico e desiderosa di trovare un lavoro. Oggi sarà in piazza Italia.
Perché protesta?
Per far capire che è impossibile vivere con 285 euro al mese. Per me sarebbe impensabile vivere da sola anche perché mi muovo in carrozzina e non sono autosufficiente per cui ho bisogno di qualcuno a fianco. Ma per il futuro, con questa somma non posso pensare di essere autonoma anche perché ho delle spese mediche da sostenere e una serie di esigenze legate alla mia situazione, che comportano altre spese. E poi è stato necessario fare dei lavori a casa, una villetta a schiera con le scale: abbiamo dovuto installare i montascale e pago 480 euro di manutenzione ogni anno. In queste condizioni non è possibile realizzare dei progetti personali. È impossibile vivere con 285 euro, anche perché a casa lavora solo mio padre, ho delle sorelle e certe volte proprio non si arriva a fine mese. Ci hanno fatto delle promesse, è giusto che le mantengano.
Lei che cosa fa?
Ho sempre lavorato nei ristoranti, fino a venti anni. Ora studio giapponese, seguo un corso di sei mesi, e lo faccio sia per passione che per mantenermi attiva. E poi vado in piscina. Faccio nuoto agonistico, per ricominciare a dare un senso alla mia vita.
Chi la aiuta?
I miei genitori.
Che cosa vorrebbe fare?
Vorrei lavorare, ho mandato il mio curriculum e provato a fare dei colloqui ma in alcuni casi quando arrivavo all’appuntamento mi è stato impossibile entrare perché c’erano troppe scale. Avevo anche trovato posto in un call center ma sarebbe stato impossibile spostarmi a Città Sant’Angelo. Il lavoro sarebbe importante non solo per una questione economica ma anche per una soddisfazione personale, per avere dei rapporti sociali. Mi piacerebbe lavorare come interprete in azienda o magari in un ufficio pubblico. Certi lavori non li posso più fare.
Se potesse lanciare un appello ai politici cosa direbbe?
Che anche noi siamo esseri umani ed è giusto che ci trattino come tali. Sfido chiunque, nelle nostre condizioni, a vivere con 285 euro.
Quale sarebbe la somma ideale?
Attorno ai mille euro. Di più sarebbe un sogno. Se avessi un lavoro basterebbe anche meno, ma purtroppo non ce l’ho.
E cosa farebbe se avesse una pensione più consistente?
Cercherei di realizzare un obiettivo mio, magari nello studio, e prenderei la patente (per farlo bisogna andare fuori, nelle grandi città). Magari potrei pensare di aprire un’attività e comunque potrei dare una mano in famiglia, perché ci sono tanti pagamenti.
Qualcuno vi aiuta?
No.
Andrà a votare?
Non lo so, ci sto pensando.
Non c’è un politico che le ispira fiducia e che pensa potrebbe fare battaglie per voi?
Forse Salvini, ma non so, mi auguro che si renda conto. Grillo ha fatto tante promesse, ma si sono risolte in un nulla di fatto. (f.bu.)
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