Evasione, 2 imprenditori nei guai Sequestrati 700mila euro di beni

Sotto inchiesta i legali rappresentanti di un’azienda pescarese specializzata nella vendita di pneumatici Il pm Papalia contesta omesse o infedeli dichiarazioni per evitare di pagare le imposte su redditi e Iva
PESCARA. La guardia di finanza di Pescara fa sequestrare 700mila euro tra beni immobili e disponibilità finanziarie, a una nota azienda del pescarese molto attiva nel settore del commercio al dettaglio di parti e accessori di autoveicoli, e in particolare nella vendita di pneumatici.
In due sono stati denunciati e sono finiti sotto inchiesta: sono i due legali rappresentanti della società che si sono avvicendati al vertice della stessa nel corso dei cinque anni che sono stati presi in esame dalle fiamme gialle nel corso dei loro controlli e verifiche.
I REATI CONTESTATI Ai due indagati vengono contestati reati tributari legati all'evasione fiscale e in particolare alle dichiarazioni infedeli o omessa dichiarazione di alcuni casi, che secondo gli inquirenti sarebbero stati messi in atto per evadere le imposte sui redditi e l'Iva, relativamente a più periodi di imposta.
Per alcune annualità non sarebbero state presentate le prescritte dichiarazioni dei redditi annuali e per una, malgrado la regolarità formale, sarebbe stata omessa l'indicazione di importanti componenti positivi di reddito.
IL SEQUESTRO PREVENTIVO Si parla di componenti non dichiarati per circa 3 milioni di euro, e di componenti positivi di reddito non contabilizzati per circa un milione e 400mila euro: complessivamente le imposte tributarie evase al fisco ammontano a 700mila euro, che è la cifra finita sotto sequestro preventivo: provvedimento richiesto dal sostituto procuratore Andrea Papalia, condiviso dal giudice per le indagini preliminari che ne ha disposto il sequestro ed eseguito dalle fiamme gialle del comandante della compagnia di Pescara, Marco Toppetti, che ha seguito le indagini.
INCROCIO DEI DATI Tutto questo grazie al certosino lavoro della finanza che regolarmente incrocia una serie di dati e dai quali venne fuori che questo soggetto economico, pur «svolgendo palesemente», come scrivono gli investigatori in una nota, «attività economica di rilievo nel proprio settore, risultava all'anagrafe tributaria come "evasore totale"».
LA VERIFICA FISCALE «L'individuazione del soggetto economico», scrive ancora la finanza, «e l'assoggettamento alla verifica fiscale è scaturita dall'analisi di rischio da tempo sviluppata da tutti i reparti del comando provinciale, incrociando le risultanze delle numerose banche dati disponibili, con gli elementi acquisiti sul territorio, nell'ambito del controllo economico, svolto quotidianamente dalle pattuglie del reparto e che ha fatto scattare un campanello d'allarme ai finanzieri».
Una operazione che testimonia l'impegno della finanza e della procura a tutela dei mercati e della libera concorrenza, a contrasto delle condotte fraudolente che vanno sicuramente a discapito dell'erario, ma che danneggiano anche gli operatori economici rispettosi delle norme.
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