Ex discarica, un caso la vendita dei serbatoi

13 Febbraio 2020

MONTESILVANO. I serbatoi che avrebbero dovuto raccogliere il percolato dell’ex discarica di Villa Carmine e impedirne lo sversamento nel fiume, installati 15 anni fa e praticamente sempre vuoti,...

MONTESILVANO. I serbatoi che avrebbero dovuto raccogliere il percolato dell’ex discarica di Villa Carmine e impedirne lo sversamento nel fiume, installati 15 anni fa e praticamente sempre vuoti, messi all’asta dal Comune di Montesilvano: è questa la denuncia che arriva dal segretario provinciale di Rifondazione comunista Corrado Di Sante dopo la delibera della giunta con cui, nelle scorse settimane, sono stati messe in vendita le 6 cisterne inox. Ricordando la lunga e complessa storia della mancata bonifica dell’ex discarica, tra cui l’acquisto delle cisterne nel 2005 con un investimento di 200 mila euro per interventi di messa in sicurezza di emergenza, il sistema di pompaggio spento per oltre un decennio e i sequestri dell’area, Di Sante attacca: «Quei serbatoi sono il manifesto delle inadempienze, dei ritardi, dello sperpero di denaro pubblico, delle amministrazioni comunali di Montesilvano e della Regione Abruzzo per la mancata messa in sicurezza e bonifica della discarica di Villa Carmine e del sito di bonifica Saline-Alento». Di Sante sottolinea anche che, su un documento dell’Arap datato dicembre 2019, si legge che «la strada di accesso ai pozzi del percolato è da ripristinare e che neppure l’Arta sa con precisione dove si trovino tutti i pozzi di raccolta del percolato».
A puntare il dito contro lo «spreco di risorse pubbliche e un’inerzia amministrativa imbarazzante» è anche Romina Di Costanzo, annunciando un incontro domani negli uffici dell’Arta con il consigliere regionale Antonio Blasioli in cui verranno chieste delucidazioni. Intanto replica a Di Sante, il vice sindaco Paolo Cilli: «Va ricordato che il Comune di Montesilvano, dall’attuazione del Masterplan, ha perso ogni funzione operativa, amministrativa e logistica su quel sito, le cui competenze sono passate all’Arap, ente strumentale della Regione. Il Comune quindi ha dovuto interrompere le attività di caratterizzazione, controllo e azione, gestite fino ad allora con pochissimi fondi e difficoltà e con la realizzazione del più alto livello di efficacia su quel sito». (a.l.)