Ex discarica, via ai lavori per cercare i veleni

3 Luglio 2016

Tre mesi dopo il sequestro dell’area di Villa Carmine partono i primi interventi L’obiettivo è trovare l’origine della fuoriuscita di inquinanti nel fiume Saline

MONTESILVANO. Tre mesi dopo il sequestro dell’ex discarica di Villa Carmine, il Comune dà il via libera ai lavori per cercare il percolato che finisce nel fiume Saline e poi nel mare. Per ora, non si tratta di grandi opere per fermare l’inquinamento proveniente dalla quarta collina di Montesilvano, alta come un palazzo di 9 piani e grande come un campo di calcio: in programma ci sono appena 20 mila euro per fare le analisi del liquido scoperto dalla capitaneria di porto e per i lavori necessari a «individuare le infiltrazioni di percolato» e capire come intervenire in seguito.

Il sequestro dell’ex discarica, 300 mila metri cubi di rifiuti scaricati per decenni sulla terra senza lo straccio di una protezione fino a toccare i 27 metri di altezza, è scattato «per potenziale contaminazione ambientale dovuta alla fuoriuscita di presunto percolato in direzione del fiume». Così riassume un documento del Comune, firmato da Valeriano Mergiotti, dirigente comunale e custode giudiziario dell’ex discarica. Il Comune, a tre mesi di distanza dai sigilli, avvia le «immediate azioni atte a impedire il proseguimento del rilascio del liquido» nel terreno a picco sul fiume.

Il primo intervento «riveste importanza prioritaria» e riguarda «la realizzazione di scavi di trincee lungo la linea mediana della strada che costeggia la discarica e la separa dall’argine del fiume. Le trincee scavate con intercalare di 10 metri e fino alla profondità degli strati impermeabili serviranno a individuare le infiltrazioni di percolato e consentiranno una tracciatura precisa del successivo scavo per la linea di drenaggio». Sarà la ditta Di Persio costruzioni srl di Montesilvano a eseguire i lavori per 7.600 euro. Ma prima di questi lavori sarà necessario cancellare l’abbandono della zona con «rimozione e smaltimento di cumuli di rifiuti abbandonati, estirpazione di ceppaie e verde incolto, livellamento terreno, riempimento con aridi drenanti, realizzazione rete di recinzione»: i lavori saranno fatti dalla ditta Cilli Leonardo di Montesilvano per 11.500 euro.

Inoltre, dopo i primi controlli dell’Arta, sarà il chimico Luigi La Valle di Città Sant’Angelo a eseguire le analisi sul «liquido (probabile percolato) non identificabile che potrebbe aver generato e/o generare una situazione di potenziale contaminazione». Chiamato dal Comune, La Valle andrà a caccia dei veleni, dal cadmio all’arsenico fino a piombo, mercurio e managanese.

Per il Comune, la Regione ha 200 mila euro pronti per fronteggiare l’emergenza e «ultimare al più presto» la messa in sicurezza del sito: il completamento dell’opera prevede «la copertura di tutta l’area, regimazione delle acque superficiali e attivazione dello scarico nel fiume». Prevista anche «la realizzazione del drenaggio per l’intercettazione di eventuali infiltrazioni di percolato».

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