Ex Majella Morrone, soldi in arrivo

2 Marzo 2018

La Regione trasferisce 160mila euro per pagare gli arretrati a 58 dipendenti 

MANOPPELLO. Il serpeggiante malcontento dei 58 dipendenti dell’ex Majella Morrone, oggi Ente capofila d’ambito distrettuale sociale (Ecad) sarà a breve placato, poiché in tempi strettissimi (non più di 10 giorni) riceveranno il pagamento delle mensilità arretrate di giugno e dicembre 2017 e il saldo di somme parziali - non per tutti i lavoratori - attinenti ai mesi di ottobre e novembre 2017. Lo annuncia il sindaco di Manoppello, presidente dell’Ecad, Giorgio De Luca a fronte delle rassicurazione ricevute sul trasferimento delle somme necessarie da parte della Regione Abruzzo. «Le somme relative al mese di giugno», spiega De Luca, «vanno accreditate alla Comunità montana Majella Morrone, poiché il nostro ente è nato dopo quella data. Dovrà essere l’ente montano a liquidare le spettanze ai dipendenti, tramite la cooperativa Sanitad che era incaricata dello svolgimento dei servizi. A noi spetterà tutto il resto».
Fanno parte dell’Ecad 17 comuni della media e alta Val Pescara. Inizialmente erano 18 con Rosciano, che poi è entrato nell’ambito Ecad di Cepagatti, in modo da rispettare la suddivisione territoriale stabilita per i distretti sanitari.
La somma che la Regione ha accreditato all’Ecad di Manoppello corrisponde a circa 160 mila euro, pari al 60 per cento della somma necessaria, essendo di spettanza dei comune aderenti contribuire per il restante 40 per cento. Al momento si registrano i mancati perfezionamenti dei dovuti trasferimenti solo per due comuni: Torre de' Passeri, per circa 15 mila euro, e Abbateggio per altri duemila. Stante i perpetui ritardi che hanno caratterizzato i rapporti fino ad oggi, con il pagamento degli stipendi da parte degli enti interessati, i lavoratori nutrono scettiscismo.
«Viviamo continuamente nel dubbio di non avere lo stipendio a fine mese», affermano. «Tanto è vero che oggi siamo a marzo e ci vengono pagati gli arretrati del 2017, ma restiamo scoperti dei due mesi appena trascorsi: gennaio e febbraio 2018. Non possiamo abbandonare il posto di lavoro o scioperare per il tipo di incarico che esercitiamo, e dobbiamo continuare a essere lavoratori particolari che devono sperare di ricevere prima o poi, senza tempi determinati, il sacrosanto stipendio».
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