«Ex Montecatini, edifici da tutelare»

Piano d’Orta, Italia Nostra sollecita l’intervento della Soprintendenza
BOLOGNANO . I principali edifici del sito ex Montecatini di Piano d'Orta vanno valorizzati e conservati quali costruzioni di interesse culturale. La sezione di Italia Nostra Lucia Gorgoni di Pescara ne è talmente convinta che giorni fa ha inoltrato una richiesta alla Soprintendenza per ottenere una dichiarazione in tal senso e ieri mattina lo ha ribadito in un incontro pubblico a Piano d'Orta, al quale hanno partecipato anche il movimento Bussiciriguarda, Domenico Valente, Massimo Palladini, Piero Ferretti e Claudio Sarmiento (Italia Nostra); Giovanni Damiani (Ecoistituto Abruzzo); Edvige Ricci (Miladonnambiente); Paola Barbuscia (Marevivo); Franco Marulli, esperto dell'area del sito, e Gianni Marulli, medico di base a Piano d'Orta dal 1978, che hanno spiegato le motivazioni di tale convinzione. Hanno infatti ribadito l'enorme valore architettonico, storico e documentale dei principali edifici (sono 4), chiarendo «come la loro salvaguardia», ha detto Sarmiento, «messa in discussione da recenti prese di posizione a favore della presunta necessità di un loro abbattimento funzionale alla bonifica del sito, risulti invece essere un valore aggiunto alla situazione post-bonifica. Lo stesso Mario Mazzocca, sottosegretario alla presidenza della Regione, si è espresso sull'argomento giorni fa, spiegando l'opportunità di recuperare gli edifici più significativi per valorizzare la storia del sito, ma anche per l'interesse a un riuso come polo culturale-documentale. Posizione coincidente con le indicazioni Italia Nostra». Resta che gli edifici cadenti e pericolosi disseminati su tutta l'area (alcuni allo stato di rudere) vanno abbattuti a prescindere dall'inquinamento del suolo. «Quel luogo», rimarca Sarmiento, «vero e unico esempio di centro storico nato intorno a una fabbrica dove per la prima volta al mondo, nel 1904, è stata sintetizzata la calciocianamide che ha permesso di riempire i granai del pianeta, non può essere sbrigativamente identificato oggi come luogo di veleni». Per Italia Nostra, unire le ragioni della bonifica del suolo e della salvaguardia degli edifici, di una fabbrica che ha chiuso i battenti 54 anni fa, si può e si deve. «Nessuna posizione negazionista, quindi, circa la problematica ambientale» va avanti Sarmiento, «Anzi, in luogo delle enunciazioni allarmanti, si cerchino le soluzioni possibili del problema, per le quali Italia Nostra si candida a fornire competenze. Lo slogan "la salute prima di tutto" non può che trovarci d'accordo: la salvaguardia degli edifici più importanti non può che agevolare la valorizzazione del sito». Secondo Marulli, «nessuna patologia riconducibile alle sostanze nocive rinvenute nel sottosuolo del sito ha mostrato i caratteri di ripetitività e ciclicità necessarie per essere additate come effetto della presenza delle suddette sostanze».

