Ex Sama, via all’abbattimento Partono i lavori da 10 milioni

Il sindaco Di Fiore: «Già staccati i contatori di acqua e luce, i capannoni spariranno in un mese» Il progetto prevede la costruzione di una Casa di comunità: «Gli interventi conclusi in tre anni»
SCAFA. Arrivano le ruspe all’ex Sama. Tra venerdì e lunedì cominciano i lavori di abbattimento dei tre vecchi fabbricati di mattoni e cemento dove un tempo sorgeva la Società abruzzese miniere asfalti, nata nel 1923. Gli immobili saranno rasi al suolo per fare spazio al nuovo polo sanitario, composto da Casa di comunità, Centro erogazioni servizi (Cers) e Centrale operativa territoriale (Cot), che nascerà al massimo entro tre anni, su una superficie di 6.500 metri quadrati. La costruzione deve avvenire entro il 2026, pena la perdita dei fondi del Pnrr (Piano nazionale di ripresa e resilienza). La realizzazione della Casa di comunità e Cot è finanziata dai fondi del Pnrr, il Cers dai fondi aziendali Asl, l’investimento complessivo si aggira sui 9.658.000 euro.
L’annuncio dello smantellamento imminente degli stabili arriva dal sindaco Giordano Di Fiore che nei giorni scorsi ha effettuato un sopralluogo nell’area da bonificare, tra via Sansovini e l’ex Tiburtina, insieme al manager della Asl di Pescara, Vincenzo Ciamponi. Con loro l’assessore alla Sanità, Sabina Tontodonati; il responsabile del dipartimento progettazioni Asl, Luigi Lauriola; il progettista delle opere di Scafa per conto della Asl, Achille Martella; il dirigente comunale Simona Astolfi e il consulente esterno dell’ufficio tecnico comunale, Tullio Santroni, per verificare la situazione e dare il via agli abbattimenti. I lavori di costruzione dei nuovi fabbricati cominceranno a giugno, secondo la tabella di marcia indicata dall’azienda sanitaria pescarese. «Ieri sono venuti gli operai delle aziende incaricate al distacco dell’acqua e della luce», riferisce il sindaco, «oggi saranno posizionate le recinzione che apriranno il cantiere. Quasi sicuramente venerdì, al massimo lunedì, potranno cominciare gli interventi di demolizione dei vecchi fabbricati» che andranno avanti per circa un mese. Di Fiore, che nel frattempo sta pensando alla nuova identità da dare al vecchio distretto sanitario ubicato vicino la stazione ferroviaria, ricorda che «nel nuovo distretto sanitario saranno trasferiti tutti i servizi, gli ambulatori e l’Utap, attualmente operativi nel vecchio distretto di via della Stazione, mentre il nuovo polo avrà una centrale del 118 che consentirà l’apertura della struttura h24 e servirà un bacino di utenza, proveniente dai paesi del comprensorio, di almeno 50mila abitanti». E conclude: «Grazie a questa sinergia si apre una nuova pagina della storia di Scafa fatta di opere utili, di progettualità e di grandi prospettive di crescita locale e provinciale».

