Ex Sund, niente stipendi da 3 mesi

22 Dicembre 2015

La Cgil: pronti a partire con i decreti ingiuntivi contro i gestori della casa di riposo

MONTESILVANO. Tre mensilità ancora da ricevere, più la tredicesima, per i circa 40 lavoratori della rsa Santa Maria Ausiliatrice, la struttura che dell’ex Sund che ospita, con i suoi 120 posti letto (dei quali 60 autorizzati in residenza sanitaria assistenziale e 36 con il sistema sanitario regionale) anziani ultrasessantacinquenni. Lo denuncia la Cgil, a pochi giorni dal Natale, proprio per sottolineare il clima poco festoso che aspetta i lavoratori. La vicenda, fa sapere Massimo Paternoster, della segreteria funzione pubblicadella Cgil di Pescara, «riguarda 16-17 operatori socio-sanitari, 8 addetti al pulimento della cucina, 6 amministrativi, 6-7 infermieri e 6 fisioterapisti, ai quali non sono state ancora corrisposte le spettanze del mese di agosto, ottobre e novembre, oltre alla tredicesima».

Una querelle per la quale il 15 ottobre scorso si è tenuto un incontro in prefettura al quale hanno partecipato, tra gli altri, il rappresentante legale della società che gestisce la rsa Santa Maria Ausiliatrice, Antonio Di Ianni, sindacalisti della Ugl, della Fials e della Cgil, Gianna De Amicis, Gabriele Pasqualone e Paternoster, e rappresentanti della prefettura, della Regione e del Comune di Pescara. Gli ultimi due enti, infatti (la Regione con 36 posti), sovvenzionano complessivamente poco più di 40 posti letto della Rsa. Un incontro al quale è seguita, poi, il 12 dicembre scorso, una lettera della Cgil alla Cise, nella quale si chiede la liquidazione delle mensilità. Lettera alla quale, nello stesso giorno, ha risposto il direttore generale della Cise, Valeria Pelliccione, che ha replicato precisando che le mensilità arretrate sarebbero da addebitare «alla mancata corresponsione dei crediti da noi maturati nei confronti dei Comuni e delle Asl».

Insomma, da una parte la richiesta dei lavoratori del pagamento di alcuni stipendi, dall’altra quella del pagamento dei crediti, a cui fa appello la Cise, di Comuni e Asl. Intanto, ha fatto sapere Paternoster, il quale si è lamentato anche del mancato rinnovo di tre contratti a tempo indeterminato, i lavoratori della Cise «il 17 dicembre si sono autotutelati, chiedendo le spettanze dovute, e la Cgil, all’inizio del 2016, provvederà con atti ingiuntivi».

Vito de Luca

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