Ex zone rosse, aiuti ancora fermi

I consiglieri Di Benedetto e Blasioli attaccano Marsilio: «Bloccati 1,2 milioni»
L’AQUILA. Il centrosinistra torna ad incalzare la giunta sui ritardi nell’erogazione delle risorse stanziate dalla Regione in favore dei comuni che, nel marzo scorso, finirono in zona rossa su ordinanza del presidente Marco Marsilio. Già due settimane fa le opposizioni avevano accusato il governatore di inerzia e di essersi indebitamente attribuito la paternità della misura che prevedeva tutta una serie di ristori per le imprese. A sollevare di nuovo la questione sono i consiglieri Americo Di Benedetto (Legnini Presidente) e Antonio Blasioli (Pd): «Ad oggi», affermano, «la misura più importante, e cioè un milione e 260mila euro per le micro imprese, anche agricole, che furono impossibilitate a lavorare anche durante la Pasqua, è ferma al palo. A sei mesi di distanza dall’approvazione del Cura Abruzzo 2, non si sono ancora deliberati i requisiti per l’accesso di queste ditte ai contributi, per fissare i quali basterebbe una delibera di giunta. Eppure la legge prevedeva che criteri, tempi e modalità venissero fissati entro il termine perentorio di dieci giorni dall'entrata in vigore. Marsilio stringe i tempi solo della propaganda per dimostrare un’efficienza che esiste solo in teoria». Ma quello sul trasferimento dei sostegni alle zone rosse non è, secondo Di Benedetto e Blasioli, l’unico ritardo accumulato dalla giunta. A detta dei due consiglieri, anche i servizi educativi della prima infanzia e gli studenti fuori sede abruzzesi sono ancora in attesa di ricevere quanto era stato loro promesso. Per quanto riguarda i fuori sede, la Regione, nel Cura Abruzzo 2, aveva previsto un contributo a fondo perduto massimo di mille euro per sostenere le spese per gli affitti del periodo marzo-maggio, visto che gli studenti avevano dovuto lasciare i loro appartamenti ma avevano dovuto continuare a pagare i canoni di locazione. Osservano Di Benedetto e Blasioli: «Non c’è ancora nessuna traccia dell’avviso che permetta alle famiglie di accedervi». In merito, invece, ai servizi per la prima infanzia e alle scuole paritarie, i due esponenti del centrosinistra sottolineano come «la lunga sospensione delle attività abbia significato una rilevante perdita in termini economici, considerando il mancato introito delle rette dovute dalle famiglie o delle compartecipazioni. Il Cura Abruzzo 2 prevedeva un contributo a ciascun operatore nel limite massimo di 150 euro per ogni bambino iscritto nell’anno scolastico 2019-2020 in ciascuna struttura scolastica. Anche qui si sono perse le tracce dell’avviso pubblico che dovrebbe definire criteri e modalità per accedere al ristoro». (ro.ciu.)

