Export abruzzese fermo, bene vino e mobili

21 Luglio 2019

Il report di Intesa Sanpaolo sui distretti industriali nel primo trimestre. Soffre il polo Ict dell’Aquila

PESCARA . Sono calate dello 0,1% le esportazioni dei Distretti industriali abruzzesi nei primi tre mesi del 2019.
È questo il quadro descritto dal Monitor dei distretti industriali dell’Abruzzo curato dalla Direzione studi e ricerche di Intesa Sanpaolo, secondo il quale, in regione, l’andamento dell’export nel periodo di riferimento è da considerare sostanzialmente stabile.
Crescono tre distretti regionali su cinque: ottima performance per il mobilio (+9,7%), molto bene anche i vini di Montepulciano (+5,8%), stabile la pasta di Fara (+0,2%). In termini assoluti il distretto dei Vini di Montepulciano d’Abruzzo ha visto un aumento dell’export pari a 2,4 milioni.
Dalla provincia di Chieti deriva l’80% dell’export del distretto, da Pescara il restante 20%. Le esportazioni sono cresciute in Germania, nel Regno Unito e in Francia.
In controtendenza il comparto dell’abbigliamento (che subisce un crollo del 14,3% per il distretto nord-abruzzese e e del -6,9% per il distretto sud-abruzzese). «Le esportazioni dei Distretti industriali regionali nei primi tre mesi dell’anno sono sostanzialmente stabili rispetto allo stesso periodo del 2018, un dato che va letto anche alla luce dell’eccellente +11,4% fatto segnare nel primo trimestre dello scorso anno e di un 2018 che nel complesso mostrato una crescita del 4,1%, meglio della media dei Distretti industriali italiani», spiega Tito Nocentini, direttore regionale di Intesa Sanpaolo .
«Obiettivo del nostro Gruppo», aggiunge, «che non a caso segue le dinamiche economiche locali attraverso il lavoro puntuale della sua Direzione Studi e Ricerche, è appunto sostenere le imprese nelle loro sfide sui mercati e quella dell’export è chiaramente centrale. È con questa finalità che abbiamo scelto di agevolare le imprese che investono semplificandone l’accesso al credito: nella determinazione del rating valorizziamo gli aspetti qualitativi come l’investimento in capitale umano e l’innovazione, l’appartenenza alle filiere e la sostenibilità».
A contribuire positivamente all’andamento delle esportazioni dei distretti abruzzesi sono stati i mercati maturi (+2,1%), mentre sono calati i mercati emergenti (-6,4%).
In forte crescita Svizzera e Canada, molto bene anche Francia e Regno Unito. Riduzione dei flussi, invece, verso Serbia e Russia.
Nel periodo gennaio-marzo 2019 anche le esportazioni del polo Ict dell’Aquila sono diminuite dell’8,9%.
Un andamento condizionato dai flussi verso gli Stati Uniti (il principale mercato di sbocco che da solo assorbe circa l’87% delle esportazioni totali) che ha fatto registrare una riduzione del 17,1% rispetto allo stesso periodo del 2018.