Extracomunitari ospiti nelle Case di riposo
Sono una ventina gli immigrati accolti nei centri di Penne, Loreto, Caramanico e Città Sant’Angelo
PENNE. Extracomunitari senza un tetto ospiti nella Casa di riposo De Sanctis - Del Bono di Penne. L’Asp provinciale, ossia l’azienda pubblica di servizi per la persona (ex Ipab), ha risposto favorevolmente al bando «progetto profughi» della prefettura e, da qualche tempo, ha cominciato ad accogliere i primi immigrati nei diversi centri che gestisce e coordina.
Attualmente, tra l’ospizio Fratelli Olivieri, a Caramanico; la Casa del Sole Rosolino Colella di Città Sant’ Angelo, la Casa di Riposo Moardo e Clarice Sgaroni di Città Sant’Angelo, la Casa di Riposo Acerbo - De Pasquale di Loreto Aprutino e la De Sanctis Del Bono di Penne, sono stati accolti in totale una ventina di extracomunitari: 3 a Penne, 3 a Loreto, 12 a Città Sant’Angelo e 3 a Caramanico Terme.
I tre giovani immigrati arrivati a Penne, un ghanese e due nigeriani, alloggiano in una stanza allestita nella Del Bono, dove sono si trovano circa una trentina di anziani ricoverati.
«Il progetto continuerà anche nei prossimi mesi. Dovrebbero arrivare altri ragazzi extracomunitari a seconda delle diverse disponibilità degli alloggi», ha spiegato Donato Di Marcoberardino, ex vicesindaco di Penne, attualmente rappresentante del Comune nell’assemblea dell’Asp provinciale. È stata invece del tutto accantonata l’ipotesi di fare del Lapiss, il laboratorio-foresteria presente all’interno della Riserva naturale Lago di Penne, un centro d’accoglienza per minori immigrati.
«L’iniziativa relativa al Lapiss si è arenata a causa di insormontabili intoppi di natura giuridica», ha detto il sindaco Rocco D’Alfonso.
I tre extracomunitari accolti nel capoluogo vestino, tutti e tre maggiorenni, non svolgono nessun lavoro socialmente utile alla comunità locale e non hanno alcun obbligo di rimanere nella struttura che li ospita. «Sono ancora in attesa del permesso di soggiorno e non possono essere in caricati di lavori socialmente utili (serve anche il nulla osta della prefettura). Una volta ottenuto il permesso di soggiorno, comunque, lasceranno la struttura vestina e saranno ospitati altrove», ha precisato Di Marcoberardino.
Alla base del progetto d’accoglienza ci sono cospicui finanziamenti: in base all’accordo tra prefettura e governo, infatti, chi gestisce l’accoglienza riceve 35 euro al giorno per immigrato, 2,5 euro dei quali vanno in tasca al migrante e il resto serve per mangiare, dormire e garantire gli altri servizi.
Francesco Bellante
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