«Fa soffrire essere lasciati soli»

13 Aprile 2017

Lezione sulla legalità dell’ex parroco di Scampia incanta i ragazzi dell’Ipssar

PESCARA. «Quando a Scampia mi sono arrivate le minacce quello che più mi ha fatto soffrire è stata l'indifferenza di chi doveva condividere con me le mie battaglie e denunce, per tutelare i più deboli; mi ha fatto soffrire l'essere lasciato solo, e questo non solo perché mi sono sentito esposto, ma anche perché ho trovato accanto a me gente incapace di mettersi in gioco, di difendermi per contrastare il male. Ecco perché oggi dico ai ragazzi di superare gli individualismi, di non pensare solo al proprio orticello, di non affidare il proprio futuro alle raccomandazioni, al nepotismo, ma di riscoprire il senso della comunità, dell'identità e dell'appartenenza, ovvero della legalità». Sono le parole che don Aniello Manganiello, per 16 anni parroco di Scampia, oggi fondatore dell'associazione Ultimi ha rivolto agli studenti dell'Istituto Alberghiero Ipssar De Cecco e dell'istituto comprensivo numero 4, della scuola media Michetti-Pascoli, nel corso del secondo appuntamento promosso nell'ambito del progetto “Educazione alla legalità 2017 - Occorre sempre fare il proprio dovere”. Il progetto è stato ideato e realizzato dall'Alberghiero e dall'associazione Falcone e Borsellino.

Tema dell'incontro “La Mafia Siamo noi”. Ha coordinato i lavori la dirigente scolastica Alessandra Di Pietro, alla presenza di Daniela Morgione, dirigente scolastica del Comprensivo, di Gabriella Sperandio, presidente dell'Associazione Falcone e Borsellino, e della docente Maria Rosa De Fabritiis, referente del progetto per il De Cecco. In platea, gli ex orovveditori agli studi provinciale e regionale, Sandro e Nino Santilli, il dirigente della Squadra Mobile di Pescara Pierfrancesco Muriana e il presidente del Rotary club Pescara Luca Romani con la presidente del Lions Host, Maria Elena Degli Eredi.

"La scuola» ha ricordato la dirigente Di Pietro «è in prima fila per combattere l'illegalità che non è solo criminalità organizzata, ma è soprattutto corruzione in ambito amministrativo, sociale, lavorativo: la corruzione morale è ormai il male endemico della società».

Di qui il valore di testimonianza di don Aniello Manganiello, che dal 1994 al 2010 è stato parroco in uno dei quartieri più difficili di Napoli e, attraverso il suo impegno e il suo esempio tenace, ha strappato tanti giovani alla criminalità.