Fabbriche, in 36mila pronti a scioperare

Lunedì la protesta dei metalmeccanici proclamata dai sindacati Fiom, Fim e Uilm: prevista in regione una forte adesione
PESCARA. I metalmeccanici danno ufficialmente il via a una lunga stagione di rivendicazioni.
Si parte dal contratto da rinnovare, da una data e da tre piazze. Lunedì 10 luglio, una potenziale platea di oltre 36mila operai che lavorano nelle fabbriche abruzzesi “conquisteranno” San Salvo, luogo di ritrovo delle maestranze delle province di Chieti e Pescara; Sulmona, davanti alla Marelli, per l’Aquilano, e infine Teramo, di fronte alla prefettura del capoluogo.
Lo sciopero del settore che rappresenta la spina dorsale dell’economia abruzzese, con 4,4 miliardi di euro in mezzi di trasporto, meccanica strumentale e prodotti in metallo esportati, è stato proclamato a livello nazionale dai tre sindacati di categoria, Fiom Cgil, Fim Cisl e Uilm i quali, in più documenti diffusi ieri, elencano rivendicazioni che, calate nella realtà abruzzese, si riassumono nella nota firmata da Giampaolo Biondi, Elvira De Sanctis e Michele Paliani, organizzatori per le tre sigle della protesta di Sulmona: «Poiché l'industria ha un peso pari al 21,18% sull'intero Pil abruzzese, è dovere delle istituzioni, in primis della Regione Abruzzo, convocare tavoli proficui di confronto per mettere mano ai problemi e per salvaguardare, valorizzare e supportare adeguatamente il sistema industriale del nostro territorio».
«Se da un lato vediamo nella nostra provincia la presenza di settori strategici che vanno dallo spazio e aerospazio ai semiconduttori fino all'automotive», proseguono i tre sindacalisti di Fim, Fiom e Uilm dell’Aquilano, «dall'altro registriamo anche in alcuni di questi stessi settori, ma non solo, una condizione di scarsa prospettiva per il futuro in pericolosa combinazione con un'alta percentuale di lavoro precario».
Lo sciopero riguarderà le ultime quattro ore per turno e il raduno a Sulmona, fissato per le 10,30 di lunedì, vedrà la partecipazione di Roberto Benaglia, segretario generale Fim Cisl. «L’industria metalmeccanica è a rischio. La transizione ecologica, energetica e tecnologica deve essere socialmente sostenibile. Le lavoratrici e i lavoratori possono e devono essere protagonisti di questo processo», sono stati i temi discussi ieri a Fossacesia (Hotel Giardino) con le delegate e i delegati di Abruzzo e Molise dei tre sindacati, Ferdinando Uliano della segreteria Fim, Luca Trevisan della segreteria Fiom e Rocco Palombella, segretario generale Uilm.
«Bisogna progettare il futuro dell’industria meccanica italiana, c’ è bisogno che il governo favorisca un confronto tra imprese e sindacati su: progettazione, occupazione, impatto sociale e ambientale, modello di partecipazione dei lavoratori nelle imprese, attenzione su salute e sicurezza», è il commento finale di Alfredo Fegatelli, segretario generale della Fiom Cgil Abruzzo Molise per dare la carica a un esercito di 36.600 metalmeccanici d’Abruzzo. Se la protesta parte d’estate, l’autunno sarà ancora più caldo.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

