Fabbriche, negozi e jogging Fase 2, Abruzzo senza caos

5 Maggio 2020

Strade più trafficate, bar aperti per l’asporto, bus con pochi passeggeri

PESCARA. L’Abruzzo promosso alla ripartenza. Con passo lento, senza pericolose accelerazioni, la fase due non ha fatto registrare particolari criticità nel suo primo giorno di riapertura. Gli abruzzesi hanno fatto bene i compiti a casa e ora, come invitano gli esperti, devono stare attenti a non fare passi falsi per non compromettere i sacrifici dopo due mesi di lockdown. Il primo segnale che la vita sta pian piano riprendendo il suo ritmo la si nota dal traffico: il numero delle auto è cresciuto nelle autostrade, sull’Asse attrezzato, su molte strade regionali e provinciali. L’assessore regionale allo sviluppo economico, Mauro Febbo, parla di «una percentuale molto alta» tornata al lavoro anche in Abruzzo, nel primo giorno di fase 2, «sebbene sia fermo tutto il comparto del commercio, tranne alcune filiere, e quello dell'artigianato». Febbo conferma l'intenzione di voler riaprire alcune attività che «rappresentano intere filiere, con numeri più importanti perfino della più grande azienda abruzzese, la Sevel». Il numero di attività di parrucchieri ed estetiste, secondo l’assessore, «è due o tre volte superiore a quello dei dipendenti di Sevel». In corso di verifica ci sono anche le misure per bar e ristoranti, mentre «qualche difficoltà si registra ancora per i balneatori». Entro questa settimana è fissato un incontro con i sindaci e con la Capitaneria di porto. C'è ancora tempo fino al 1° giugno «ma dobbiamo fare in fretta». Sugli assembramenti dei giorni scorsi sulla riviera di Pescara, Febbo si appella «al senso civico e al senso di responsabilità di ciascuno: dobbiamo evitare che ci sia un nuovo aumento della circolazione del virus e scongiurare un nuovo lockdown, che sarebbe disastroso per la nostra economia».
PESCARA Ripartenza lenta e abbastanza disciplinata a Pescara con i servizi di trasporto, mercati e parchi (ad eccezione dei giochi che rimangono transennati) tornati operativi dopo due mesi di stop dettati dall'emergenza coronavirus. Al terminal della stazione, solo qualche lamentela dell'utenza per alcuni (fisiologici al primo giorno della fase 2) ritardi dei bus della Tua che sono ripartiti col “pienone” di 12 persone, capienza massima a bordo. Inoltre, la società di trasporti regionale ha messo in campo una task force di 8 mezzi di riserva che vanno in soccorso dei mezzi full riconoscibili dalla scritta “completo” sul display. Le linee (5, 21 e 38) sono state velocizzate, transitano ogni 15 minuti invece di 30. Riaperto al pubblico il mercato di viale Pepe riservato solo ad ambulanti food. E domani torna operativo il mercato rionale del mercoledì sulla strada parco.
L’AQUILA. Se qualche attività, timidamente, ha riaperto i battenti dopo due mesi, all'Aquila non è stato lo stesso per i cantieri della ricostruzione. Ieri ci si aspettava l'invasione, ma non c'è stata, perché le restrizioni imposte dal Comune, con i controlli nei primi 14 giorni di riapertura, che hanno creato anche polemiche, hanno bloccato la ripartenza dei lavori. Intanto si è registrata qualche timida apertura di alcune attività, quali bar e gelaterie ancora alle prese con polemiche sulle consegne a domicilio, e poi ricevitorie con la ripartenza del gioco del Lotto e Superenalotto, e anche qualche toeletteria per cani. Si è rivisto qualcuno fare jogging con la mascherina intorno al piazzale di Collemaggio, e qualcuno nei parchi cittadini.
TERAMO. Ripartenza ordinata e senza grandi problemi a Teramo e provincia. Nel capoluogo il traffico è aumentato e i parcheggi del centro, tornati a pagamento, ieri mattina erano quasi tutti occupati, ma il movimento in città è rimasto comunque inferiore a quello pre-emergenza perché la maggior parte dei negozi resta chiusa. Pochissimi, inoltre, i bar che si sono già organizzati per l'asporto. La riapertura dei parchi fluviali, invece, complice il bel tempo ha riportato tanti teramani a correre o passeggiare nell'anello verde che circonda il centro storico. Quanto alle attività produttive, ieri in provincia potevano tornare in attività 26.000 imprese ma non tutte hanno ricominciato. In particolare nell'edilizia molte ditte devono ancora organizzarsi per rispettare le misure di sicurezza e quelle impegnate nella ricostruzione aquilana (circa mille addetti) sono bloccate dall'ordinanza del sindaco Biondi che impone i tamponi a tutti i lavoratori dei cantieri aperti nel capoluogo regionale.
CHIETI. Tra controlli e senso di responsabilità la fase 2 nella provincia teatina. Chieti è tornata a rianimarsi con compostezza. Diversi bambini a passeggio lungo il corso e i viali di Lanciano, senza far registrare però affollamenti. Nella città frentana, inoltre, sono ripartiti i cantieri con tutte le misure di sicurezza necessarie. Sicurezza è la parola d’ordine anche a Vasto dove fabbriche, mezzi di trasporto e luoghi pubblici sono stati adattati alle nuove esigenze. A Ortona, invece, la fase 2 è cominciata con la manifestazione delle partite Iva, che hanno consegnato al sindaco Leo Castiglione le chiavi dei loro negozi. Un gesto simbolico per rimarcare la crisi del momento in un’iniziativa che si è tenuta con le dovute precauzioni, nonostante non siano mancate le polemiche tra una parte della cittadinanza.
(ha collaborato
Cinzia Cordesco)
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