Fabio piange e chiede dei genitori «Sta molto male»

Visita in carcere dell’avvocato, oggi l’interrogatorio Alla stessa ora l’addio a D’Elisa. L’autopsia: morto subito
VASTO. Fabio Di Lello rischia l’ergastolo. La Procura della Repubblica ha contestato all’uomo, che ha ucciso Italo D’Elisa per vendetta, l’accusa di omicidio premeditato. Questa mattina alle 10, Di Lello sarà interrogato in carcere dal Gip, Caterina Salusti. Ieri ha ricevuto la visita del suo avvocato, Pierpaolo Andreoni. Fra i due un lungo abbraccio.
«Fabio mi ha stretto ed ha iniziato a piangere», racconta il legale. «Ho lasciato che sfogasse il suo dolore e la sua disperazione con un pianto dirotto. Quando si è calmato gli ho portato i saluti dei genitori e del fratello e le loro parole d’affetto. Mi ha chiesto come stessero perché era preoccupato per loro. Non gli ho fatto nessuna domanda sul delitto. Stava troppo male». All’uscita dal carcere di Vasto ieri mattina l’avvocato Andreoni ha voluto raccontare il dolore di un uomo che non trova pace. L’avvocato assicura che le condizioni del suo assistito sono molto delicate. Non a caso il panificatore è sotto stretto controllo medico e osservato da uno psicologo. «Stava talmente male che io ho preferito distrarlo parlando d’altro. Abbiamo discusso di tutto», dice Andreoni.
«Bacia continuamente la fede nuziale. Siamo andati a prendere un caffè e ho cominciato a parlare di calcio, la sua passione. Gli ho detto che oggi sarà ascoltato dal magistrato e lui ha abbassato la testa. Poi prima che andassi via mi ha chiesto di portargli dei libri. Vuole leggere. Comunque sta molto male», assicura Andreoni. «E stanno male anche i genitori, disperati per la doppia tragedia».
L’AUTOPSIA. Ieri mattina l’autopsia ha cercato di chiarire meglio la dinamica della sparatoria. La perizia si è tenuta a Chieti. Il medico legale Pietro Falco ha confermato tre colpi letali rimandando ogni spiegazione fra 60 giorni. «Le ferite che hanno ucciso D’Elisa sono tre, una cranica e due addominali», ha spiegato il medico legale. L’autopsia, cominciata al mattino presto è terminata nella tarda mattinata all’Istituto di medicina legale. «A provocare la morte del ragazzo è stato un gravissimo trauma cranico-encefalico, oltre che addominale. La morte è stata rapidissima», ha concluso Falco.
IL CELLULARE DI ITALO. La procura continua ad acquisire altri elementi che riescano a stabilire se l’omicidio sia stato o meno premeditato. Fra gli oggetti sequestrati c’è il cellulare che Italo D’Elisa stringeva in mano al momento di essere colpito a morte. Stava parlando con qualcuno e in caso affermativo con chi? I carabinieri, però, escludono questa ipotesi. A parere dei militari D’Elisa aveva in mano il cellulare ma non lo stava utilizzando.
ALLA STESSA ORA. Questa mattina, alle 10, il 34enne comparirà davanti al gip del Tribunale di Vasto, Caterina Salusti, per l’udienza di convalida dell’arresto. Quasi in contemporanea, alle 10,30, nella chiesa di Santa Maria del Sabato Santo, l’ultimo saluto a Italo D’Elisa.
Saranno presenti ai funerali anche molti giovani e qualche atleta della squadra di calcio del Furci, il paese della mamma di Italo. La squadra di calcio del Furci ha fatto stampare uno striscione che sarà mostrato allo stadio. Gli atleti domenica giocheranno con il lutto al braccio.
CHI NON L’HA AIUTATO. «I genitori di Fabio sono tristi e manderanno una corona di fiori per partecipare al lutto della famiglia D’Elisa», conferma Andreoni. «In questa vicenda ci sono moltissime persone che stanno male. È una storia dolorosissima senza vincitori dove tutti sono sconfitti», rimarca il legale dell’omicida. Ma Fabio poteva essere aiutato? Se lo chiedono molti anche alla luce di una sorta di ritualità osservata dal giovane omicida.
IL RITO DEL PRIMO. È il primo luglio 2016 quando Roberta Smargiassi muore nell’incidente stradale mentre sta andando a casa dai genitori. Il marito comincia a trascorrere le giornate al cimitero e ogni primo del mese organizzava qualcosa in omaggio alla moglie. Il primo dicembre con atto notarile si è addirittura spogliato di tutti i beni donandoli ai genitori. Tutto accade il primo del mese. Italo D’Elisa è stato ucciso il primo febbraio e subito dopo Di Lello è tornato a parlare con la foto della moglie al cimitero ed ha lasciato la pistola poco lontano dalla tomba. L’ultimo messaggio per la sua Roberta. (p.c.)
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